| Erano in quel parco, disperso nella
cittadina come un’oasi in mezzo alla solitudine.
Erano soli e intorno a loro viveva soltanto una quantità immensa di verde. Quel verde degli alberi, ognuno diverso dall’altro, che arrivavano con le loro cime a sfiorare il cielo. Un cielo coperto da un velo uniforme di nuvole. I passi dell’uomo, soppesati, si adeguavano all’andatura lenta della donna, i cui occhi ricercavano la pace tuffandosi nel verde. Un colore molto rassicurante come lo erano le parole di lui, scosse da avvenimenti passati e recenti che si confondevano con il presente. Un presente, che sarebbe sempre vissuto in lei, nutrito dalla sensazione che avrebbe potuto essere lei la persona pronta ad ascoltarlo, riponendo da una parte le emozioni che stava provando. Non sarebbero state mai abbastanza le parole per trasmettergli la ricchezza che in quell’istante viveva nel suo cuore, cullata da una malinconia non dolorosa, ma soltanto affezionata a quel presente. Non sarebbe mai stato troppo lontano per non vivere ancora nei suoi pensieri anche se quel parco si sarebbe trovato a migliaia di chilometri da lei. Lo avrebbe riposto in un cassetto del cuore, con la speranza di viverlo ancora, magari diverso, magari con minor o maggior intensità, ma con una sola persona. |
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