| Lo scrittoio in legno risentiva ancora
del calore delle braccia che, per un lungo istante, avevano sostenuto una
mente troppo confusa per reggersi da sola.
Ormai era molto tempo che ciò accadeva anche se, negli ultimi tempi, Bianca si era illusa di aver percorso un bel tratto di quella strada che l’avrebbe riportata alla vita. Ma non era così. Il suo, era un millennio che chiedeva alla ragione delle persone di adeguarsi alle innumerevoli situazioni della vita e, ciò, conduceva a diversi comportamenti quando arrivava il momento di affacciarsi al mondo esterno. Che fosse giusto o meno questo non lo sapeva. Sapeva solo di farlo anche lei, illudendosi con il tempo che era quella la vera immagine di se stessa: colpita da qualcosa di più grande ma così forte e coraggiosa da risalire la china. Inconsapevolmente tale compiacimento, adatto per stare in mezzo agli altri, lo adottava anche dentro le mura di casa. Un po' per mantenere fede alla coerenza, da sempre creduta uno dei valori più indispensabili per una crescita interiore, un po' per convincersene ancora di più. Sarebbe durato chissà quanto se a bussare nel suo intimo non fosse giunta la “vera” Bianca. Ed era allora che la stanchezza di giocare la sopraffaceva. Qualcuno di molto caro, assieme ad altre persone, le aveva detto che tutto ciò che lei aveva passato aveva bisogno di tempo... Tempo, l’unica realtà che, in quel periodo, non accettava. Continuava silenziosamente a trascorrerlo soffrendo, ad essere furiosa con se stessa perché permetteva a quel baratro di inghiottirla. Un imbuto che senza preavviso riportava alla superficie ricordi. Ricordi belli ma che non trasmettevano più nessuna gioia, perché non esistevano più ed erano capaci solo di dare a Bianca ancora più solitudine. Frenarli alcune volte era semplice: la volontà umana ha molte risorse. Così, spesso sollevava la polvere dalla sua stanza impregnata di pensieri, parole, frasi scritte, oppure immergeva la testa in classici con la speranza di accrescere sempre di più la sua maturità... infine, accoglieva gli amici senza sapere nemmeno perché. Perché la vita continuava inesorabilmente e Bianca ne faceva parte seppure a lei non gliene importasse poi così molto. Sapeva che la verità albergava in tutte le azioni, in ogni situazione della vita... e lei la stava deliberatamente o inconsciamente respingendo lontano. Sapeva di illudersi, perché qualcosa da questa strana vita aveva pur imparato: la verità, se cercata con sincerità, è vicina ad ogni essere umano; lì, proprio dove a lei ora persisteva il dolore. Un dolore che però in precedenza era stata una gioia speciale che quando meno se l’aspettava riemergeva con sensazioni tattili, con odori particolari e... tornare indietro a quella gioia, per gli ingranaggi della memoria, non era affatto difficile. Difficile era tornare avanti, al presente che era l’unico stadio della vita sicuro, certo di poterlo sempre vivere. Bianca, ancora una volta, non sapeva come... In tutto, da molti anni, ormai, aveva fatto leva sulla razionalità e da tempo invece desiderava proprio quello che era giusto che lei non avesse. Giusto per vivere serenamente come in passato era già accaduto, giusto perché tutto le si ritorceva contro, se era quel dolore che impossessava la sua voglia di riuscire in quello che credeva. Giusto... perché talvolta, nella vita, oltre che il rassicurare c’è bisogno anche di essere rassicurati per avere fiducia nel bene. |
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