IL NOCCHIERE

Vela al vento
Tu ! vecchio mio nocchier di Filibusta,
con capo scarmigliato da' capelli
pròstrati quì, quì sotto di mia frusta,
se vuoi ch'io Ti rimembri i giorni belli.
 I giorni di libeccio e di maestra,
 quelli dell'austro, o a Tuo desir mezzana,
 quando con mano esperta, con Tua destra,
 palpavi chiappe, di....donna toscana.
Le pocce delle Tue, donne toscane,
che viste ben parean, strane, selvagge,
al freddo vento delle tramontane,
celavansi, ma non più, sopra di piagge.
 Rimembri o Piero ? vagabondo errante,
 col Tuo motor, che gorgogliante voga
 trà flutti, che sferzati dal levante,
 scansare Tu sapea con tocco e toga ?.
Tu a poppa sistemato, mio nocchiero,
con l'occhi alla marina sempre fisi,
tendevi lo Tuo udir come sparviero,
mentre il governo, noi tenea.. divisi.
 Dimandavi a me stante sulla prora,
 prostrato, per li lunghi Tuoi vagare
 per mare, con naviglio di bon'ora,
 "or quì, potremo noi, ben riposare ?".
Rimanti !: i rispondea per Tua dimanda,
e poi 'n panciolle con le membra lasse,
agl'ozi, all'esche, e solo con mutanda,
cercavasi pescar, trà l'ami e nasse.
 Or mi sovvien: io sulla prora prono
 con Te, navigator, dietro mie spalle,
 settato al tuo timone, come a trono,
 quei flutti a me rompevami le balle !.
Un par di palle !: Ti dicei furtivo,
dopo che salti e spruzzi a me tortura,
e fui felice di sentirmi vivo,
riscoprendo ancor gagliarda mia ...natura.
 Felice giorno, ch'io partii pel lido
 mio, onde poter posar mie stanche ossa,
 et obliar, (solo a un momento affido),
 per poi rammemorar le nostre mossa.
Oh, dolce mio nocchier dal guardo fiero,
da bello viso e spendida favella
tosca, che l'amo e la rammento, Piero,
ed è per questo, ch'amo Tu sorella.
 Bello paese, splendido lignaggio,
 chiara visione, questo a mè par vero,
 un po' taccagno, non volgar linguaggio,
 ed è per questo ch'io...mi chiaman Piero.
Memento Piero ?... l'uom da lo baffo grigio,
che con lo nerbo lo campeggio regge ?
con guardo torvo, dall'aspetto bigio ?:
più mastro di bordello...ch'uom di legge.
 Memento Piero ? il Dott. farmacopeta ?   †
 con la Rachel d'origine Campana
 che stazionando in sen della pineta,
 cocean spaghetti, e vin da damigiana.
Memento ancor ! la torrida calura,
che sprizzar, facea l'acqua d'ogni poro
Tu mi dicesti, "Fa' come natura",
e denudando, par'ver, gran ristoro.
.*.
Torino
Il giorno 16/Dic./2002 Il Dott. Franco Mafioletti
ci ha lasciati. Ciao Franco, DIO ti benedica.
Il Tuo amico bergamasco come tè, ti ricorda come eri.

Pietro Dominoni.


Grosseto 1970 DOMINONI Pietro

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Copyright © Dominoni Pietro, Dic. 2002

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