Frequenze punk

Le urla sono cosi forti che si sentono fin qui, venti metri
fuori dal camerino che li ospita. Lì dentro, Alberto e
Roberta non si stanno certo scambiando complimenti
e, soprattutto, non pensano certo di farlo a volume
contenuto. Ma c'è stato qualcosa nel sound check, un
problema sul basso di lei che non è stato risolto, e la
situazione è impazzita nel giro di un attimo. Seduto vicino ad
un gruppetto di persone che attende i due per un'intervista,
il batterista Luca, fratello di Alberto, tira un respiro
soddisfatto, si stampa in faccia un sorriso zen e con calma
imperturbabile dice la sua: «Succede spesso. Ma è perché
fumano poco e non scopano quasi mai. E' per questo che
urlano e litigano sempre", E se questa frase completa la
polaroid-Verdena della giornata, meno facile da
comprendere e da racchiudere in maniera così semplice e
distinta, è cosa e chi sono i Verdena oggi (e cosa
diventeranno a sorpresa nel futuro, come ci spiegheranno
nel corso dell'intervista), e che fenomeno hanno
rappresentato all'improvviso qui da noi, all'interno della
musica italiana. Perché, insomma, solo un anno fa la band
era perfettamente sconosciuta, lasciava vapori e sudore
sulle pareti insonorizzate della propria sala prove,
faticosamente tirava fuori un demo di presentazione. Ed un
attimo dopo eccola entrare ruvida&rumorosa allo Studio
Sonica di Calenzano per registrare il proprio primo album
sotto la produzione di Giorgio Canali, sguardo mefistofelico
e chitarre caos dei C.S.I.. Il fenomeno Verdena è iniziato da
lì, fomentato poi sia dall'azzeccato videoclip di "Valvonauta"
sia, soprattutto, dalla posizione davvero integralista, sonica
e maledetta della band, da subito provvista di
quell'atteggiamento ostico nei confronti di tutto e tutti, che
solo trattandolo con superficialità potrebbe essere definito
"alternativo", ma potrebbe essere inquadrato alla perfezione dalla 
frase usata dai R.E.M. in "What's The Frequency, Kenneth?": 
"Withdrawal in disgust is not the same as apathy" (tirarsi indietro disgustati non è la stessa cosa dell'essere apatici), riuscendo a
spiegare il comportamento delle nuove "difficili" generazioni. 
Gente che non s'arrende alle banalità, comunque. 
E va dritta al punto, così come dimostra anche Alberto, 
accovacciato a terra dopo la colluttazione (senza conseguenze). 
"Noi suonavamo, facevamo le nostre cose. Poi ci hanno
proposto di fare un disco con Canali. Che fai, dici di no? 
Opportunitàsimili non si rifiutano». E' l'ultimo anello di una serie 
di circostanze che porta alla realizzazione di un primo album col 
nome della band, meteorite piombato da Marte sulla faccia rock 
dell'Italia, arrivato propizio a raccogliere il movimento formatesi
nel pubblico in questi ultimi anni e dovuto all'eredità di ritmo e 
chitarre toste a cui ci hanno sempre più preparato i gruppi 
punk americani come Green Day eOffspring e, soprattutto, 
i Nirvana e la loro intransigente"angst", la rabbia nervosa
che agitava ogni loro cosa.
Bionda ma scura in volto, e soprattutto 40.000 copie dopo,
quante ne ha vendute Verdena fino all'ultimo
aggiornamento, Roberta accetta solo in parte il discorso
fatto fin qui: «Credo che il paragone con i Nirvana che tutti
ci hanno affibbiato sia soltanto una semplificazione fatta 
dai giornali. 

Ci vedono in tre, suoniamo musica "cattiva", allora quelli sono 
come i Nirvana. Invece, a parte lo strisciamento vocale che fa 
Alberto, io non ci vedo grossi punti in comune fra noi e loro. 
Anche perché i Verdena vengono da altri ascolti. Siamo cresciuti 
a colpi di metallo, blues, Motorpsycho e tutta la discografia rock degli anni 70, quella che possedeva uno zio un po' pazzo di 
Alberto e Luca. 
Loro hanno iniziato a suonare da lì, cercando di imitare 
Pink Floyd, Beatles, Blue Cheer e Led Zeppelin». A suggellare il
successo del debut album, per i Verdena sono arrivati p' anche
i quattro pezzi di "Viba", EP in cui oltre alla cover - "Sunshine Of 
Your Love" dei Cream spicca anche la fulminante "Stenuo" 
dall’inintelligibile testo ("Se stenui in più, non sei più anoide, 
mestile"). Alberto la spiega così:
«Stavo cercando una parola che suonasse alla perfezione
in quel contesto. Volevo qualcosa che indicasse fatica,
esaurimento, che era la condizione in cui iniziavo a sentirmi
dopo essere stato per alcuni mesi sotto pressione per vi? r\\
ciò che si stava creando attorno alla band. Comunque, a
parte le singole parole, l'importante per noi era mettere
immediatamente qualche nuova canzone su disco. E' una
cosa che faremmo sempre, se solo ne avessimo la
possibilità e la libertà di farlo. Saremmo sempre in
"produzione", Tant'è che ora siamo già del tutto proiettati sul
nostro prossimo album; è già da un po' che ci stiamo
pensando". Lavoro che per diversi motivi sarà davvero una
sorpresa, soprattutto se confrontato con ciò che dei Verdena
già conosciamo, cosi come ci spiega Roberta: «Stiamo
evolvendo rapidamente il nostro stile. Il fatto è che siamo
rimasti fulminati dalle atmosfere dei Mogwai e dalle loro
lunghe dilatazioni strumentali. I nostri brani si avvicineranno
molto al loro suono, e qualcosa l'abbiamo già proposta dal
vivo nel corso del tour. Ed oltre a questo, per noi cambierà
anche la prospettiva d'insieme: stiamo "sentendo" infatti che
aria c'è per la pubblicazione del nuovo album anche nel
resto d'Europa e, forse, negli Stati Uniti, In ogni caso il lavoro
non uscirà prima del gennaio 2001. Staremo a vedere cosa
succederà realmente da qui fino a quel giorno".
Verdena, l'album di debutto della band. è uscito nel settembre 
1999. ilprossimo singolo in rotazione FM è "L'Infinita Gioia Di 
Henry Bahus"

ARTICOLO TRATTO DA ROCKSTAR
VERDENA è stato l'album rock rivelazione del 1999.
Fino ad oggi ha venduto 40.000 copie e ha procurato alla band una nomination al Premio Ialiano Musica 
(PIM), accanto ai Nergrita e ai LunaPop.Nelle classifiche ufficiali ha raggiunto la posizione n°40

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