IN QUESTA PAGINA SONO  DISPONIBILI RECENSIONI DI DISCHI DI DIVERSI GENERI MUSICALI (aggiornato al 19/07/2002)

CASINO ROYALE
"BEST"

A 15 anni dalla fondazione, mentre il team formato da Alioscia, Michele e Ferdi è al lavoro per un nuovo album che uscirà in primavera il gruppo richiama l'attenzione con l'uscita di 'un meglio di' che raccoglie i più grandi successi ma anche due tracce del periodo Ska ed altro ancora per un totale di sedici pezzi in tutto.
Recensione tratta da "Telesette"

NEK
"LE COSE DA DIFENDERE"

Due anni di silenzio dall'ultimo album non sono trascorsi in vano: Nek ha preparato nel frattempo gli 11 brani del nuovo cd realizzato con 2 nuovi produttori fra cui A. Cerruti che da anni affianca la Pausini.Una nuova amicizia che ha portato Laura a duettare con Nek in uno dei brani dell'album. Dante Thomas chiude la lista delle guest star.
Recensione tratta da "Telesette"

LAURYN HILL
"MTV UNPLUGGED No. 2.0"

Non è fresco di giornata, ma è un buon acquisto per chi ancora non ci avesse pensato. Dopo le 12 milioni di copie vendute con l'ultimo album The Miseducation, in questo doppio CD Lauryn ha registrato tutto in acustica, i 22 pezzi eseguiti dal vivo per MTV.
Recensione tratta da "Telesette"

PATTY PRAVO
"RADIO STATION"

Dieci brani in tutto compongono l'ultimo disco di Patty Pravo e sono altrettanti stati d'animo comunicati con grande efficacia grazie alle atmosfere che l'ultima diva della musica italiana sa ricreare e far rivivere nella fantasia di chi l'ascolta. A volte è cupa e sofferta, a volte solare e giovanile. Sempre è se stessa e questa volta si apre anche di più alla comunicazione con i suoi fans: qui debutta infatti anche come autrice.
Recensione tratta da "Telesette"

TIMORIA
"UN ALDO QUALUNQUE SUL TRENO MAGICO"

L'ultimo disco dei Timoria, con inclusioni beat anni '60 e '70 e frequenti incursioni psichedeliche, è prima di tutto la colonna sonora di "un aldo qualunque", film diretto da Dario Migliardi e interpretato da Fabio de Luigi affiancato da un insolito prete rock interpretato da Omar Pedrini alla sua prima recitazione.
Recensione tratta da "Telesette"

NOIR DESIR
"DES VISAGES DES FIGURES"

Caratterizzato dall'amore per la poesia del cantante-chitarrista del gruppo, Bernard Cantat (autore dei testi) e impreziosito dalla partecipazione di Manu Chao nel singolo lancio "Le vent nous portera", è uscito anche da noi il sesto album della rockband francese premiato in patria con due Grammy e venduto in ben un milione e mezzo di copie.
Recensione tratta da "Telesette"


PEARL JAM

"BINAURAL"

Solo l'amore, vissuto  o sognato, può colmare il vuoto di una esistenza ("Of The Girl"). E' questo il concetto che, a diversi livelli, prende forma tra i testi di quello che è il disco più' riflessivo della band di Seattle. 13 brani per altrettante storie, raccontate attraverso brevi immagini, di persone sole, intrappolate dalle divise che indossano ("Sleight Of Hand") o schiave del potere e di ideologie illogiche che danno  assurdi risultati come la guerra ("Insignificance") e l'intolleranza per le diversità ("Rival"). [...] Un lavoro completo, ricco di contenuti, il cui unico difetto è il non azzardare nella sperimentazione, privilegiando a volte un modo troppo tradizionale di suonare. I PJ sono bravissimi e possono osare molto di  più', ma questo è il prezzo della notorietà.
Recensione tratta da "ROCKSTAR".


EAGLE EYE CHERRY

"LIVING IN THE
PRESENT FUTURE"

La musica nel sangue, EAGLE EYE CHERRY ce la deve avere, e non solo per logica eredità familiare. Prendi ad esempio la lavorazione di questo suo secondo album. Eagle-eye aveva ancora così tanti impegni da soddisfare in conseguenza del successo di Desireless, il suo album di esordio che in pratica è arrivato a ridosso della data in cui doveva entrare in studio senza  aver  scritto ancora una canzone. Eppure invece di essere una schifezza Living è lo stesso un album delizioso, agitato da chitarre e semplicità, da ballad clamorose e rock acustico, in grado di posizionare il cantante svedese esattamente a metà tra il rock ruvido di Kravitz e la passione blues sussurrata di ben Harper.
R recensione tratta da "ROCKSTAR"


JEFF BUCKLEY

"MYSTERY WHITE BOY"

Troppo facile continuare a dire che Jeff Buckley ha lasciato un vuoto. Ci vorrebbe il coraggio di capire perchè, in questi anni nei quali sembra possibile fare a meno di qualunque artista (o quasi), la scomparsa di Buckley sia stata così emotivamente traumatica in chi ama la musica. [..] Le canzoni che compongono l'album (soltanto 12, selezionate da decine di concerti tenuti ovunque tra il 1995 e il 1996: Europa, Australia, Stati Uniti) erano perfette, pronte per il pubblico, e costituiscono la testimonianza della corrispondenza passionale che si instaurava nei suoi concerti. Impossibile selezionare un brano tra gli altri: le scelte operate amorevolmente dai produttori Michael Tighe (suo chitarrista) Mary Guilbert (sua madre) rendono l'album privo di momenti minori.
recensione tratta da "ROCKSTAR"


ELISA

"ASILE'S WORLD"

Vi state sbagliando. chi avete visto nel 1997 non era Elisa. O meglio, Elisa non era contenuta tutta in Pipes & Flowers, l'esordio fulminante che l'aveva portata in breve tempo ad occupare la posizione di promessa del rock italiano nel mondo, sulla via aperta da altre gioovani cantautrici. Il mondo di Elisa, in realtà, è molto più vario e imprevedibile. Magari va guardato al contrario come suggerisce il titolo di questo album,; di sicuro richiede un ascolto continuo e privo di aspettative perché Asile's World non è il seguito di Pipes & Flowers. [..] Fammentato, spiazzante, e persuasivo, Asile's World traduce in suono confuso percussioni vitali.
recensione tratta da "ROCKSTAR"


SINEAD O' CONNOR

"FAITH & COURAGE"

Faith & Courage non ha molto a che fare con la Sinead del passato. Dimenticare la tensione rabbiosa, lo stile vocale sempre al limite della rottura drammatica, quell'anima catto-punk da figlia della depressione post-industriale. La Sinead dl 2000 riveste le canzoni di un velluto seducente, cercando conforto nella collaborazione di una platea di autori, musicisti e produttori di fama e ispirazione in un eclettismo che trascina la sua voce ormai quieta e mai sopra le righe tra le pieghe del folck, del pop più alla moda e addirittura dal raggae.
recensione tratta da "MUSICA"


EMINEM

"THE MARSHALL MATHERS LP"

Il teppista di Detroit, citato in tribunale dalla madre, e in rotta pure con la nonna, è tornato. E questa volta, accantonato l'alter ego di Slim Shady, si presenta con le proprie generalità: questo è l'ellepi di Marshll Mathers, dice il titolo. La sostanza non cambia, faccia tosta, rap politicamente scorretto e musiche efficacissime. Si può eccepire sui contenuti, ovviamente, ma resta il fatto che oggigiorno esprime l'umore della giovane suburbia bianca d'America in modo così preciso.
recensione tratta da "MUSICA"


PAOLA TURCI

"MI BASTA IL PARADISO"

Non sempre sostenuta da un repertorio in grado di valorizzarne le doti di inteprete , in MI BASTA IL PARADISO Paola Turci riprende la strada iniziata con OLTRE LE NUVOLE, disco interamente pensato come rivisitazione di brani anglo-americani più o meno noti. [..] L'attenzione a raccogliere tracce adatte alla bella voce della cantante, però non sempre fa bene alla immaginazione. E spesso le proposte non superano il noto schema che vuole l'interprete in bilico tra il melodismo nostrano e arrangiamenti con cui agganciarsi a quanto succede nelle terre anglofone.Pur non regalando mai punte di diamante (riuscita, però, è SABBIA BAGNATA scritta con Carmen Consoli), la Turci sa comunque confezionare un prodotto che si lascia ascoltare senza arenarsi in clamorosi scivoloni.
recensione tratta da "MUSICA"


STEREO MC'S

"DJ KICKS"

Da sempre in prima linea sul fronte della DJ culture, anche se assenti dalle scene ormai da qualche anno, gli Stereo Mc's danno lustro alla serie DJ KICKS con una serie strettamente giradiscata che riporta alla luce gemme dimenticate di Troubleneck Brothers, Kool G Rap & DJ Polo, Ultramagnetic MC's, Disco Four, insieme a tracce inedite degli stessi Stereo. Una prova non proprio esaltante ma capace di restituire vibre istantanee del live-mix viaggiando tra memorie viniliche alla costante ricerca del "perfect beat".
recensione tratta da "ROCKSTAR"


INFESTICONS

"GUN HILL ROAD"

L'ossessione per la "realtà" tipica dell'hip-hop più informato e combattivo raggiunge con i newyorkesi Infesticons nuove frontiere di visionarietà. Strutturato secondo l'antico formato del concept-album, Gun Hill Road racconta attraverso tredici capitoli la lotta senza quartiere dei "buoni" contro i "cattivi". [..] Inevitabilmente quel che ne risulta è l'hip-hop più fantasioso e fuori dagli schemi degli ultimi tempi, una riuscita prova di eclettismo realmente libero e selvaggio.
recensione tratta da "MUSICA"


SAMUELE BERSANI

"L'OROSCOPO SPECIALE"

Ai giovani giovani autori italiani si chiede coraggio. A Bersani il coraggio non manca visto che ha sfidato le logiche di mercato restando in silenzio per tre anni. Un tempo lunghissimo durante il quale ha chiuso l'era delle filastrocche, dei coccodrilli nella doccia e delle piadine romagnole per dare alla sua musica un significato diverso. Il Bersani del 2000 è forse meno ironico ma più profondo. [..] L'oroscopo speciale è il dico di un artista che ha coraggio e talento. E che racconta storie in un modo tutto suo.
recensione tratta da "MUSICA"


MAU MAU

"SAFARI BEACH"

E' il disco in cui la band torinese denuncia insospettate ascendenze funk. Al canovaccio tradizionale, fatto di rumba, mambo e altri ritmi trattati con tipico "provincialismo" piemontese, nell'occasione si sovrappone un ricorrente battito elettronico. [..] Buon disco, da apprezzare con la temperatura adatta: non a caso la canzone migliore parla di "UNA LUNGA ESTATE CALDA".
recensione tratta da "MUSICA"


MADRUGADA

"INDUSTRIAL SILENCE"

50000 copie vendute in una nazione come la Norvegia di soli 4 milioni di abitanti, sono una cifra enorme. Tanto hanno saputo ottenere i Madrugada nel settembre scorso, con la versione locale di questo disco. Quando la Virgin ha compreso le potenzialità internazionali del quartetto che viene dal freddo, l'ha spedito nel New Jersey agli ordini di John Agnello, che ha curato il missaggio e le nuove registrazioni di tre canzoni. Nel rock indolente dei Madrugada le chitarre sporche di Robert Buras si appoggiano a una musica sciolta, e il connubio genera influenze disparate: dalla psichedelia alla New Wave anni '80, dalle ballate Dylaniane, fino a "Higher", nella quale viene fuori la passione del cantante Hoyem per Jim Morrison.
recensione tratta da "ROCKSTAR"

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