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DISCOGRAFIA
(aggiornata al 31/07/1998)
Queen
- 1973
Queen
II - 1974
Sheer
Heart Attack - 1974
A
night at the opera - 1975
A
Day at The races - 1976
News
of the world - 1977
Jazz
- 1978
Queen
live killers - 1979 (2 LP live)
Queen's
greatest hits - 1981
The
complete works - 1985
Queen
at the beeb - 1989
Classic
queen - 1992
Greatest
hits - 1992
Rocks
- 1997
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COME
E' NATA LA BAND
1967
Dopo una breve esperienza congliOthers, Brian May forma gli Smile
con
i compagni di scuola Roger Taylor e Tim Staffell (basso); quest'ultimo
abbandona
nel 1969 dopo un singolo pubblicato solo in USA dalla Mercury
(Earth).
1970
May coinvolge l'amico e compagno di stanza Freddie Bulgara (che già
si
fa chiamare Mercury), figlio di un ufficiale governativo di stanza a Zanzibar,
che
ha studiato Arte grafica e Design e vanta qualche esperienza in gruppi
minori
(Sour Milk Sea, Wreckage). Al basso si alternano Barry Mitchell e Mike
Grose.
Il gruppo cambia nome in Queen.
1971
In febbraio entra stabilmente John Deacon e con lui il quartetto si esibisce
nei
locali londinesi, distratto da altri impegni (Taylor studia Biologia, May
Astronomia
e Deacon insegna Elettronica).
1971
Roy Thomas Baker e John Anthony (tecnici del suono alla EMI) notano
i
Queen mentre registrano un demo e convincono l'etichetta a metterli sotto
contratto.
I quattro effettuano la prima session alla BBC (tracce su AT THÈ
BEEB).
1973
Mercury pubblica a nome Larry Lurex una cover di ICanHearMusic, delle
Ronettes,
senza alcun successo. Con Baker a occupare la sedia del produttore,
la
band registra numerosi brani dai quali scaturisce QUEEN. L'album passa
inizialmente
inosservato ma è già un ottimo esempio del sound del quartetto:
ballate
romantiche e brani ai confini dell'heavy si alternano tenendo presenti
le
lezioni di Beatles, Led Zeppelin, David Bowie ed Elton John. I primi classici
si
chiamano Keep Yourself Alive e Liar ma su tutto spiccano la chitarra scintillante
di
May (che'per tutta la carriera suonerà la Fireplace, uno strumento
auto costruito)
e
la voce possente di Mercury, personaggio eccessivo, sessualmente ambiguo
ma
vero animale da palcoscenico e forza trainante del gruppo.
1974
Una versione estesa di Seven Seas Of Rhye, che già compariva in
coda al
primo
album, arriva al n. 10 GB. Per sfruttare il successo la band assembla li
(n.5
GB) con materiale scartato dalle prime sessions. Il risultato è
più che discreto
e
la bella White Queen e la maestosa Procession (vero e proprio showcase
della
£ chitarra di May) sono i pezzi migliori. La consacrazione definitiva
5
arriva
con SHEER HEART ATTACK (Ottobre) e l'ammiccante singolo - Killer
Queen,
entrambi n.2 GB. La critica non è tenera con Mercury e soci ma i
concerti
radunano
folle sempre più numerose. Canzoni come Now Fm Here e In Thè
Lap
OfThe
Gods sono veri prototipi di quello che verrà definito "arena rock":
un
susseguirsi
di riff accattivanti e cori orecchiabili da far cantare al pubblico.
1975
In novembre i Queen polverizzano ogni precedente risultato con la
complessa
Bohemian Rhapsody (n.l GB), un brano che fonde pop e ballata,
liriche
corali e hard rock in un ibrido molto kitsch ma di sicuro impatto. Il gruppo
registra
decine di parti strumentali e vocali, rifiutandosi di ricorrere all'
elettronica
(la frase "niente sintetizzatori" campeggia orgogliosa nei loro album).
Il
brano è accompagnato da un filmato che inaugura la fortunata stagione
dei
videoclip
e resta in testa alla classifica per nove settimane consecutive.
L'album
A NIGHT AT THÈ OPERA (n.l GB e n.4 USA) non tradisce le aspettative.
Il
capolavoro dei Queen è un complesso e ambizioso pastiche dove convivono
gli
amori musicali dei quattro componenti: pop (You're My Best Frien.d), folk
rock
('39), heavy (Sweet Lady), ballata in stile McCartney (Love OfMy L'ife),
sperimentazione (Thè Prophet's Song) e anche cabaret (Lazing On
A Sunday
Afternoon,
Good Company, Seaside Rendezvous).
1976
Dopo una lunga serie di concerti, i Queen tentano di bissare il successo
con
A DAY AT THÈ RACES (n.l GB e n.5 USA), con una copertina simile
al
precedente
e il titolo sempre rubato a un film dei fratelli Marx. L'album, meno
riuscito,
manda in classifica il 45 giri Somebody To Love (n.2 GB).
1977
Taylor esordisce con il singolo I Wanna Testify, senza successo. Per NEWS
OF
THÈ WORLD (n.4 GB e n.3 USA) Mercury e May scrivono rispettivamente
gli
inni We Are The Champions e We Will Rock You, accoppiati su singolo
(n.2
GB); il primo sarà il loro brano più noto e immortale.
1978
In JAZZ (n.2 GB e n.6 USA), pubblicato per Natale come gli album
precedenti,
affiorano segni di stanchezza. Con una mossa di dubbio gusto il
singolo
Fat Bottomed Girls / Bycicle Race (n. 11 GB) viene lanciato con una
corsa
in bicicletta di ragazze nude. Meglio il Mercury gigione del singolo Don't
Stop
Me Now (n.9GB).1979 Dopo l'obbligatorio doppio live KILLERS (n.3 GB),
i
quattro chiudono un decennio ricco di soddisfazioni commerciali con il
45
giri
Crazy Little Thing Called Love, un brano rockabilly che guadagna il primo
n.l
USA (n.2 GB). Il 26 dicembre i Queen suonano al benefit per la Cambogia
assieme
a una parata di stelle di prima grandezza.
Provenienza : Gran
Bretagna
tratto
da "Enciclopedia della musica Rock (1970-79)" |