MARILYN MANSON
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NOTIZIE SUI MARILYN MANSON


Prendete un giornalista musicale dell’Ohio e aggiungeteci una parte di gattina in 
calore e una parte di serial-killer. Mischiate bene. Aggregateci un po’ di Kiss, Alice
Cooper, Trent Reznor, accordi potenti e occultismo. Condite il tutto con un’infernale 
campagna di marketing. Coprite, lasciate bollire lentamente, infine servite quattro 
milioni di giovani americani. Ecco la ricetta per avere un Marilyn Manson.
Mister Marilyn Manson, al secolo Brian Warner, nasce a Canton, nell’Ohio, dove
trascorre un’infanzia apparentemente tranquilla, tra genitori (pare) alcolizzati e un 
nonno (pare) felice consumatore di bambole gonfiabili. Chissà se è proprio la famiglia
il motivo di un personaggio così provocatorio ed estremo, per molti (genitori specialmente)
una figura scomoda, pericolosa, da eliminare. Sta di fatto che molti dei ragazzi 
americani sognano di diventare l’ultima personificazione di Ozzy Osbourne, e Manson 
sembra aver scelto una via alquanto particolare per farlo…
Compiuti i 18 anni, Warner si trasferisce in Florida dove lavora come critico musicale, 
almeno fino al 1989, quando incontra il chitarrista Scott Mitchell (il cui vero nome è 
Scott Putesky) col quale condivide alcune simili idee sulla scena musicale locale. 
Prendendo spunto da alcuni spettacoli frivoli e il suo nome da due icone degli anni ’60,
Manson convince Mitchell a mutare il suo nome in Daisy Berkowitz con cui, all’arrivo del 
bassista Gidget Gein e del tastierista Madonna Wayne-Gacy, forma i “Marilyn Manson 
and the Spooky Kids”. Sostituito successivamente il suono della batteria elettrica con 
quello di Sara Lee Lucas (rimpiazzata poi da Ginger Fish), la band acquisisce nei primi 
anni ’90 un sound più hard-core che industrial e ottiene sempre più popolarità grazie 
a concerti e cassette auto-prodotte. Dopo aver accorciato il proprio nome in “Marilyn 
Manson” e vinto un premio come miglior band nel ’93, i MM approdano alla Nothing 
Records grazie a Trent Reznor dei Nine Inch Nails, accettando anche la proposta di 
aprire i concerti dei NIN nel ’94, anno in cui esce l’album di debutto “Portrait of an 
American Family”.
Il tour con i NIN comincia a dare ai MM la tanto bramata esposizione e bisogna dire che 
accade proprio di tutto: il bassista Gein viene sostituito per problemi di droga da Twiggy 
Ramirez e, nonostante il divieto di alcuni concerti per motivi di ordine morale, Manson 
riesce comunque a salire sul palco dei NIN per poter stracciare davanti al pubblico una 
Bibbia, urinare per terra, compiere altri atti osceni e in ogni modo provocatori. Il ’94 è 
anche l’anno in cui Manson si incontra con il Dott. Anton Szanor LaVey, fondatore 
della Chiesa di Satana, grazie a cui ottiene il titolo di “Reverendo”.
Nei concerti a seguire il reverendo Manson sfoggia un look sempre più estremo, dal 
corsetto chirurgico alle calze a rete stracciate, ed ogni momento è quello buono per 
potersi tagliuzzare il proprio corpo con un coltello o qualsiasi altro oggetto funzionale 
all’auto-mutilazione. 
Nel ’95 esce l’EP “Smells Like Children”, contenente le cover di “Sweet Dreams (Are 
Made of This)” degli Eurythmics, “I Put a Spell on You” degli Screamin’ Jay Hawkins e 
“Rock’N’Roll Nigger” di Patti Smith, tutte versioni rivisitate in chiave certamente più 
gotica e insana.
Un anno dopo, la svolta: esce il più controverso, conosciuto, blasfemo lavoro dei MM, 
cioè “Antichrist Superstar” (1997), che crocifigge la classifica di Billboard esordendo in 
terza posizione e riscontra un’acclamazione generale per via delle canzoni dai testi più 
intensi e profondi, segno di uno sforzo serio e molto distante dai precedenti carnevaleschi
lavori e con una novità importante, la sostituzione di Daisy con Zim Zum alla chitarra. 
Impossibile in quel periodo non notare l’accrescere di nuovi fan con indosso magliette 
dei MM o non ascoltare il singolo “The Beautiful People”, diffuso da tutte le stazioni 
radio nonché climax profano della bizzarra carriera di Manson. Una popolarità ai massimi
livelli anche per le continue scenate sul palco, le campagne degli auto-definitisi “guerrieri 
culturali” anti-Manson (definendolo “filth and crap”, in pratica un “lurido schifoso”) e la 
relazione del cantante leader con la bambolona di MTV Julia Valet.
Dopo l’uscita a fine ’97 del mini EP “Remix & Repent”, l’amicizia di Manson con il 
leader degli Smashing Pumpkins Billy Corgan si viene a solidificare, tanto che le due
band suonano insieme in un paio di concerti in Florida e California. L’influenza di Corgan
si fa infatti sentire molto nel terzo lavoro dei MM, “Mechanical Animals” (1998), in cui 
prevalgono nettamente sonorità glam-rock per altro già accennate in precedenza nella 
sintomatica cover di David Bowie “Golden Years”, presente nella colonna sonora del film
“Dead Man On Campus” (album che contiene anche “I Only Want To Be With You”, uno 
spiritoso duetto tra Twiggy Ramirez e la supermodella degli anni ’60 Twiggy). L’album 
vede inoltre la partenza del chitarrista Zim Zum per la sua carriera di solista, sostituito 
da John “John 5” Lowery.
Ce la faranno i genitori o gli estremisti cristiani a fermare il nostro perfetto showman 
affinché questi non istighi più le folle morbose con le sue minacce di suicidio “onstage”? 
E soprattutto, ce la faranno prima ancora  che egli si avvii alla creazione della sua 
ultima infernale opera prevista per il 31/10/00, giorno di Halloween, intitolata “Holy 
Wood”? Staremo a vedere…

Gaetano Scippa

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