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L'ultima
favola nordica ha come
protagonista
una "piccola" norvegese.
Ha
meno di vent'anni. Come Britney Spears, come Mandy Moore, come
Christina
Aguilera. I termini della faccenda, in fondo, sono tutti qui. Lene
Marlin
è la dimostrazione che essere delle giovani popstar non comporta
il
fatto
di essere completamente idiote, e goffamente lolitesche. Il tempo che
Britney
Spears ha speso per rifarsi il seno, Lene l'ha investito nella
preparazione
degli esami di maturità. «Non sai mai come vanno le cose,
nel
mondo dello spettacolo: meglio avere un titolo di studio in mano»
racconta.
A differenza delle colleghe americane, Lene non è cresciuta su
un
ottovolante del Disneyworld di Orlando, e non ha iniziato a mettersi il
rossetto
a otto anni, per presentare il Mickey Mouse Club in televisione.
Tromso,
la sua città, si trova nel nord della Norvegia all'interno del circolo
polare
artico, 60.000 anime infreddolite che si spartiscono una sola ora di
luce
al giorno per tutto l'inverno. «Il posto dove sono nata ha da sempre
un
ruolo
fondamentale nella mia musica. La luce, dalle mie parti, è diversa
dalla
luce di ogni altro luogo del mondo. Credo che sia più facile essere
ispirati,
quando vedi il sole per una sola ora ai giorno». Con buona pace
delle
siliconate teen-popstar della Florida: sono circondate
dall'illuminazione
intermittente dei sei parchi di divertimento più grandi del
mondo,
eppure non sono mai riuscite a scrivere una canzone da sole. «Ho
iniziato
quasi per gioco, esibendomi con una chitarra acustica in una
piccola
radio della mia città» racconta Lene. «La cosa mi è
presto sfuggita
dì
mano, e il gioco è diventato più grande di me. Mi sono ritrovata
a
viaggiare
ogni week end tra Tromso e Oslo per registrare l'album. Sono tre
ore
di viaggio, ricordo che spesso abbassavo il tavolinetto dell'aereo e mi
mettevo
a fare i compiti per il lunedì successivo». Il resto è
storia recente:
Lene
è entrata direttamente al primo posto nelle classifiche norvegesi,
per
poi
sferrare il suo attacco alle classifiche mondiali. L'Europa ha ceduto
quasi
subito, il Giappone non ha resistito che poche settimane. «Non
credo
di poter essere accostata alle mie colleghe d'Oltreoceano, se non
per
un fatto anagrafico. Scrivo da sola le mie canzoni, raccontando le cose
che
mi sono successe, o che ho visto succedere a chi mi circonda.
Nessuno
ha deciso che avrei fatto un disco: l'investimento non è stato fatto
su
di me, ma sulle mie canzoni, che esistevano già». Anche perché
la
musica,
per Lene, non è un semplice accessorio della propria popolarità:
ne
rappresenta l'essenza stessa. "Ho sempre ascoltato molta musica:
ammiro
la Morissette, Dolores O'Riordan e gli U2. Mi piacciono i Chemical
Brothers,
e trovo che molte band della scena scandinava si stiano facendo
notare
per spessore ed originalità. Penso ai Cardigans, ovviamente, ma
anche
ai Wannadies, ai Kent, ad Andreas Johnson. Per molto tempo la
Scandinavia
è stata considerata la patria europea della musica dance più
commerciale
e radiofonica. Invece esistono realtà importanti anche e
soprattutto
nel panorama pop e rock e, forse a causa dell'inaridimento
della
scena inglese, finalmente la discografia europea se n'è accorta.
Anche
in Norvegia ci sono decine di band davvero interessanti. Purtroppo
cantano
in norvegese, e questo di certo non aiuta".
ARTICOLO TRATTO
DA "ROCKSTAR"
Genere:
Rock Provenienza : NORVEGIA
La conosciamo per: "Unforgivable Sinner"
Ultimo disco: Playing My Game
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