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ALCUNE
NOTIZIE SUGLI HIM
Se
dovessi puntare il dito su una band pressoché sconosciuta oggi ma
di
sicuro
successo domani non avrei dubbi, indicherei gli Him (His Infernal
Majesty).
Arrivano
da Helsinki, nella fredda Finlandia, che negli anni più recenti
ha
sfornato
miriadi di gruppi rock e metal quali Amorphis, Stratovarius, Sentenced,
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Eyes e To/Die/For, solo per citarne alcuni.
Il
fatto è che gli Him stanno letteralmente facendo impazzire i (le)
giovani finlandesi
e
non solo loro, trascinati dall’androgino leader e cantante Ville Hermanni
Valo, personaggio che per look e atteggiamento ben si accosta a un dandy
moderno,
narcisista
e tenebroso, apparentemente glaciale ma in realtà pieno di carisma,
tanto
che non sono mancati i primi paragoni con Brian Molko dei Placebo o
addirittura
con Jim Morrison.
E’
lui, Valo, il motivo dell’esplosione Him. Cresciuto dietro il bancone del
sexy-shop
del
padre, appassionato di Kiss e Black Sabbath, ma soprattutto con l’ossessione
per
i vecchi film d’amore, il cantante ha costituito la band nel 1995 con le
stesse caratteristiche della sua contrastata personalità.
L’amore
è la fonte ispiratrice della musica degli Him, messaggeri di quella
corrente musicale definibile come “romantic metal” o addirittura “love
metal”,
nient’altro
se non una commistione di pop visionario, glam, gothic e metal.
L’elemento
comune ai soli due album in circolazione, “Greatest Lovesongs
Vol.
666” (1997) e “Razorblade Romance” (2000), è una perenne alternanza
di
ballate
sensuali e un po’ malinconiche e canzoni vigorose, adrenaliniche di
goth’n’roll,
tutte accompagnate dal timbro profondo ed evocativo di Valo.
Di
grandissimo spessore le due cover presenti in “Greatest Lovesongs…”, ossia
una
splendida
“Wicked Game” di Chris Isaak e un’avvolgente “Don’t Fear The Reaper”
dei
Blue Oyster Cult, come pure da segnalare è la poderosa “Your Sweet
Six Six Six”. Quest’ultima è presente assieme a “Wicked Game” anche
nel secondo album, dove entrambe suonano forse un po’ alleggerite nella
chitarra e dove comunque si
denota
una lieve ma globale evoluzione sonora. Questo anche considerando
che
il secondo album è stato prodotto ai Rockfield Studios in collaborazione
con
John Fryer, in passato già con Depeche Mode e Nine Inch Nails.
Oltre
ai due sopracitati full-length album, sono ben cinque i singoli fin’ora
usciti
(“When
Love And Death Embrace”, “Your Sweet 666”, “Wicked Game”, “Join Me”,
“Right
Here In My Arms”) ed un raro (aimè ormai introvabile) mini del ’96,
“666
Ways
To Love: Prologue”.
Se
è vero che la musica degli Him è più immediata e forse
più commerciabile
rispetto
a quella di altre gothic band, è anche vero che un loro avvicinamento
al mainstream non deve essere soggetto ai pregiudizi che, soprattutto
tra certe persone
del
mondo metal, girano gratuitamente. Un piccolo suggerimento per costoro:
abbandonate
ogni tanto la rabbia e la violenza che vi pervade e lasciatevi
accarezzare
dal suono caldo degli Him, chissà che magari non vi trasporti verso
una
dolce compagnia…
Gaetano
Scippa
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