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COPERTINA
DI "BURY THE HATCHET"
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LA
STORIA DELLA BAND IRLANDESE
Combinando
il suono melodico e stridente di chitarra indie-pop del dopo-Smiths
con
il suono cadenzato, ipnotico del pop fine anni ’80 e aggiungendo un lieve
tocco
celtico, i Cranberries sono diventati uno dei gruppi di maggior successo
ad
emergere
dalla scena pre-Britpop e indie inglese di fine anni ’90. Guidati
dalla
cantante Dolores O’Riordan, la cui voce acuta e potente è l’elemento
più
caratteristico e distintivo del suono del gruppo, i Cran hanno inizialmente
faticato
nel loro impatto sul pubblico.
Si
formano a Limerick, Irlanda, nel 1990 come cover-band sotto il nome di
“The
Cranberry Saw Us” per opera dei fratelli Noel e Mike Hogan e del batterista
Fergal
Lawler. Il trio, con la partenza del cantante originario Niall, grazie
ad
un’inserzione
pubblicitaria recluta Dolores con cui, l’anno successivo, vede la
luce
il primo singolo indipendente “Uncertain”.
Dopo
un paio di demo-tape esauritisi in poco tempo, contenenti tra l’altro versioni
originarie
di “Linger” e “Dreams”, il quartetto, rinominatosi “The Cranberries”,
approda
alla Island Records con cui esce il glorioso debut album “Everybody
Else
Is Doing It, So Why Can’t We” (marzo 1993) che però inizialmente
viene
sottovalutato
dal pubblico, nonostante i concerti live al supporto di gruppi quali
The
The e Suede.
Soltanto
grazie a una massiccia spinta di MTV il singolo “Linger” riesce a scalare
le classifiche e a trascinare conseguentemente l’album “Everybody…” al
conseguimento
di
un doppio platino (n. 1 in UK a inizio’94).
Il
matrimonio di Dolores nel luglio’94 con il tour manager Don Burton, così
come
i
video della band, risalta il ruolo centrale della cantante come figura
chiave dei Cran, importanza accresciuta ulteriormente con l’uscita del
secondo album, “No Need
To
Argue” (settembre 1994). Il suono si presenta qui più duro e il
cantato più
“urlato”,
specie nel singolo “Zombie”, dove la chitarra si fa più grunge-rock
e la voce tagliente di Dolores più rabbiosa che mai.
Il
successo internazionale non tarda ad arrivare e l’album, con “Zombie” al
numero
uno
in classifica e la melodia più ispirata di “Ode To My Family” all’undicesima
posizione,
ottiene un triplo platino nell’arco di un anno.
Durante
il tour di “No Need To Argue” sono molte le voci che circolano sul possibile
scioglimento della band, per la volontà presunta di Dolores di avviare
un progetto
da
solista. Voci sempre smentite dalla band, che intanto si avvia alla registrazione
del
terzo album “To The Faithful Departed” (1996) col produttore Bruce Fairburn,
noto
per la sua attività con gruppi rock americani, Aerosmith su tutti.
Forse è per
questo
motivo che le canzoni qui presenti, trattando di argomenti quali la Bosnia,
John
Lennon, etc., sembrano più orientate per il mercato americano che
non
per
quello europeo, tant’è che il singolo “Salvation” non riesce a sfondare
come
i
suoi predecessori portando l’album a un “insoddisfacente” platino.
L’ultima
e più recente fatica dei Cran è “Bury The Hatchet” (1999),
l’album più
raffinato
da essi realizzato. Infatti, dopo la canzone d’apertura melodica ma mai
banale
“Animal Instinct”, si alternano vigorose canzoni pop come “Promises” e
“Delilah”,
la sognante “Just My Immagination” e le profonde, ariose ballate
“Saving
Grace” e “Dying In The Sun”.
Se
non siete mai stati in Irlanda, allora andate a vedere i Cranberries dal
vivo,
se
non l’avete ancora fatto ma ancor più se l’avete già fatto,
perché vi faranno
ballare,
cantare, piangere ma soprattutto sognare…
Gaetano
Scippa
Dolores O’Riordan

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