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Copertina dell'ultimo
CD
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INTERVISTA
CON EAGLE EYE
La
prima cosa che noti è l'eleganza. Anche se indossa un giubbotto
rovinato
ed un paio di jeans, e fuori c'è la neve che fiocca, Eagle-Eye
Cherry
ha lo stesso qualcosa, un portamento, che lo fa spiccare dal
resto
della folla. Reduce da un'intervista con un giornale sudcoreano
e
pronto per un incontro con una rivista argentina, il cantante-svedese
s'aggira
spedito per l'immensa hall dell'albergo di Stoccolma in cui ha
deciso
di presentare in anteprima il suo secondo album Living In The
Present
Future, primo lavoro ad uscire dopo il successo colossale del
debutto
Desireless, disco targato '98 che, trascinato da un super singolo
come
"Save Tonight", ha saputo volare fino a qualcosa come quattro
milioni
di copie vendute attorno al mondo. "Una cosa Incredibile, lo so.
E
sicuramente emozionante. Anche perché quello era un disco che
avevo
scritto soprattutto per me, ci avevo messo dentro alcune delle
canzoni
che di tanto in tanto mi piaceva suonare a casa. Non avrei mai
immaginato
un successo simile. Desireless ha venduto persino in paesi
di
cui quasi non sapevo l'esistenza, tipo le centoventi copie che sono
andate
via in Bolivia». Tuo padre, oltre ad averli dato l'insolito nome
di
"occhio d'aquila" (è scritto sul passaporto), è stato un
jazzista ed un
musicista
di fama mondiale. Ma com'è stato realmente crescere con un
personaggio
simile? -Bellissimo, strepitoso. Davvero. Ho tanti ricordi
incredibili:
io e mia sorella Neneh lo seguivamo spesso nei suoi tour
attorno
al mondo, Ma anche quando eravamo a casa, qui a Stoccolma,
c'era
sempre qualche ospite da noi, amici musicisti di mio padre, tutti
regolarmente
creativi e pazzoidi, sempre pronti a scatenarsi in
interminabili
ed insopportabili session di free jazz. Quanto l'ho odiato
quel
suono!». Qual è il tuo rapporto con tua sorella Neneh? «Buono,
Lei
è una persona sulla quale posso contare davvero, so che ci sarà
sempre
nei momenti in cui avrò bisogno di qualcuno. Nel corso degli
anni
ci siamo un po' persi, io ero qui a Stoccolma, lei con i suoi figli
aveva
deciso invece di vivere a New York. C'era proprio una questione
di
distanza da risolvere per vederci. Però da un paio d'anni si è
trasferita
a
Londra, e lo cose si sono fatte più facili». "La tua musica
viene
spesso
paragonata a quella di Lenny Kravttz o di Ben Harper: tu cosa
ne
pensi? «I paragoni vanno bene, non c'è problema, E Ben Harper
è
davvero
OK. Mi sta meno bene invece il confronto con Lenny Kravitz,
uno
che ha fatto un grande primo album e poi s'è perso. L'ho visto
anche
l'altro giorno in TV, durante un'intervista: si ostina ad indossare
quegli
orrendi occhiali da sole a specchio, anche se lo studio è al buio
e
fuori è notte. Sarà anche un'immagine costruita secondo le
leggi del
rock'n'roll,
però a me pare soltanto ridicola». In due anni di tour hai
avuto
la possibilità di incontrare molti personaggi della musica
mondiale.
Chi ti ha veramente sorpreso e chi, invece, ti ha deluso del
tutto
? «Santana è sicuramente una persona speciale, dotata di una
positività
che ti fa stare bene. Per molti aspetti poi ricorda mio padre,
anche
per il suo dare molto peso alla spiritualità nella vita di tutti
i
giorni.
Una delusione profonda invece è stata Alanis Morissette.
Abbiamo
fatto un po' di festival assieme ed era l'unica di tutti I musicisti
presenti
che non si faceva vedere, che non aveva contatti con gli altri,
che
è Invece una cosa del tutto normale in occasioni come queste.
Una
situazione identica mi è capitata anche con Sheryl Crow e Mariah
Carey,
ma se da loro un comportamento da dive tè lo aspetti, dalla
Morissetle
è meno prevedibile, no? Persino David Bowie è uno che
quando
t'Incontra viene II, ti saluta e ti chiede come stai, mentre
dall'alto
della sua "grandezza" potrebbe benissimo fregarsene dì tutto
e
tutti. E invece lei che delusione che è stata!".
Provenienza : SVEZIA
tratto
da "ROCKSTAR" |