THE CARDIGANS
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Profondamente svedesi, dai toni
pastello "lounge" allo stile borchiato.

Nella loro apparente fruibilità i Cardigans sono uno dei più controversi
gruppi pop. Catapultati nell'orbita delle vendite milionarie dal successo di
"Lovefool" (dalla colonna sono sonora di "Romeo + Juliet" con DiCaprio e
Ctaire Danes), sono stati subito inclusi nella schiera dei gruppi svedesi che
dagli Abba in poi hanno allietato il mondo con il loro pop multicolore. In
realtà, ascoltando con attenzione le parole che canta Nina Persson, la
bionda vocalist dei Cardigans, ci si accorge che il gioioso saltellare di
"Lovefool" nasconde tristezza e malessere. «Credo che "Lovefool" sia una
moderna "You Don't Have To Say You Love Me» - dice Magnus
Sveningsson, bassista del quintetto di Malmó. «Elvis in quella canzone
sosteneva "Non devi dire che mi ami/ fai solo finta che ti importi qualcosa" e
Nina afferma lo stesso. Negli Stati Uniti hanno recepito solo le prime parole
del ritornello, "Love me love me/Say that you love me" e tutto il resto è
rimasto confuso». Quanto a confondere le idee, i Cardigans hanno
dimostrato di saperci fare fin dall'esordio, con la cover in stile sixties di
"Sabbath Bloody Sabbath" dei Black Sabbath, poi inclusa nel successivo
Life (1995). La fissazione con la band di Ozzie Osbourne continua con la
versione ìrip hop di "Iron Man" finita in Fa'si. Band On Thè Moon. È un
contrasto che li ha resi amatissimi in Giappone. "Non riusciamo a capire
perché abbiamo così tanto successo là» confessa Nina. «Un tizio della
nostra casa discografica giapponese" aggiunge Peter Svensson,
compositore di tutte le musiche dei Cardigans "ci ha detto che le canzoni
occidentali che funzionano meglio là da loro sono quelle con una melodia
malinconica». Molti versi di First Band On Thè Moon e di Gran Turismo - gli
ultimi due album della band datati '96 e '98 - parlano di frustrazioni e
depressione con atmosfere musicali diverse. «Prima dell'ultimo album»
racconta Svensson "volevamo sempre mettere in contrasto parole tristi con
una musica allegra, ma con Gran Turismo desideravamo che tutto andasse
nella stessa direziono". Anche l'immagine della band è cambiata in modo
radicale. Nina che sorrideva sulla copertina di Life in abito da pop girl anni
'60 su pattini da ghiaccio ritorna vestita di pelle nera con cinture borchiate
da ragazzaccia, E poi si lava il trucco dai toni pastello e contorna gli occhi
azzurri di nero pesante. 'Adesso ci sentiamo più sicuri di quello che siamo'
- afferma Svensson. «Adesso siamo più a nostro agio. Avevo diciott'anni
quando abbiamo inciso il primo album ed ero totalmente impreparato. Al
tempo di Life, nel '94, erano tali le connessioni con la tendenza della lounge
music che tutti volevano farci indossare abiti anni '60. Eravamo un po'
paranoici sull'argomento. Ma questa volta non abbiamo dato retta alla gente
esterna al gruppo». Negli ultimi tempi le passioni dei Cardigans sono
diventate le colonne sonore. Dopo "X-Fiies - II film" (in cui sono presenti con
"Deuce"), "First Love, Last Rites" ("Appalachian Luilaby") e "Una Vita
Esagerata" ("It's War" è il titolo del loro brano), i cinque di Malmò hanno
lasciato libera Nina di interpretare con il suo fidanzato americano Nathan
Larson un duetto in "Boys Don't Cry". In attesa dell'ennesima mutazione dei
Cardigans, Nina si è sdoppiata nel progetto Aceleafs (con Nina Ramsby dei
Baxter, altra band scandinava) e con David Arnold per "Thè Theme From
RandaI And Hopkirk - Deceaded" per l'omonima serie TV inglese. Che sia
nata una nuova Shirley Bassey dalla pelle bianca?

Genere: Pop   Provenienza:: SVEZIA

Li conosciamo per: Quel "Love Me Love Me" di sottofondo ai baci di
"Romeo" DiCaprio a "Giulietta" Danes.

Ultimo disco: Gran Turismo

ARTICOLO TRATTO DA "ROCKSTAR"

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