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Salendo
sulla rocca, prima di imboccare l'ultimo tratto per arrivare alla cima, nel
luogo dove c’è un pozzo, vi è una roccia ormai levigata dalle piogge, dalla
neve e dal vento e ci sono delle impronte rappresentanti vagamente le unghie
della mano del diavolo. Ormai e' stato chiarito che sono dei fori a cappella ma
il mistero del perché e da chi furono fatti rimane.
Molti
anni fa questa impronta era spiegata ai ragazzi come le unghia della mano del
diavolo, la leggenda dice che quando a Cavour cominciava ad aumentare il fervore
cristiano sugli antichi culti pagani, il diavolo aveva preso come casa la grotta
che sopra questo pianoro e passava il giorno sulla soglia ad aspettare che
qualcuno s'avventurasse sulla Rocca per prendergli l'anima.
Più
nessuno osava salire sulla vetta per paura di incontrare il diavolo, il sentiero
che era stato tracciato attraverso la Rocca era ricoperto di rovi ed era ormai
quasi abbandonato.
Gli
anni passavano e durante i mesi estivi quando scoppiava un temporale, le persone
si ritiravano in casa, perché oltre la paura dei lampi e dei tuoni si era
aggiunta la paura del diavolo. Durante questi temporali usciva dalla sua grotta
per volteggiare sulla vetta.
Un
giorno, una bella ragazza molto pia decise di andare sulla vetta della Rocca per
fare una passeggiata per vedere se era vero quanto le era stato raccontato.
Appena
iniziata la salita, ella cominciò a recitare il Santo Rosario e ad un tratto si
fermò per una breve sosta per riprendere fiato vicino ad uno spuntone di roccia
oppure su un tronco di castagno.
Quando
svoltò la curva che la immetteva sul fatidico pianoro improvvisamente le si
trovò davanti un signore dall'aspetto molto bello, che con modi gentili si
offri' di accompagnare la ragazza per il tratto prima di arrivare alla vetta,
dicendo come pretesto che la strada sulla quale doveva camminare era ricoperta
dal muschio ed era pericolosa.
La
ragazza lo guardò intensamente e malgrado i suoi modi gentili e il suo vestito,
si accorse che sotto quel volto si nascondeva il diavolo. Non si spaventò e
guardò negli occhi il suo interlocutore; così alzò la mano alla fronte e si
fece il segno della croce.
Il
diavolo vistosi scoperto, sentì salire il sangue alla testa e, accecato
dall'ira in gesto di stizza battè violentemente la mano sulla viva roccia e tra
fulmini, tuoni ed l’odore di zolfo scomparve.
La
ragazza spaventata rimase a guardare tutto quanto le succedeva e quando, dopo
alcuni minuti il fumo si dissolse, vide dove il diavolo aveva battuto la mano,
l'impronta lasciata dal diavolo e si rifece il segno della croce, prese in mano
il suo Rosario ed iniziò la discesa. Ritornata in paese molti le chiesero
spiegazioni di quanto era successo, perché tutti avevano sentito i tuoni e
visto i lampi, anche se era una splendida giornata di sole. Lei spiegò a tutti
quanto era accaduto e disse loro che ora non dovevano più temere di salire
sulla Rocca.
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