PRIMAVERA NERA
di Alessandro Ansuini
ilpoeta_it@yahoo.it

“Il mondo non esiste se non attraverso i tuoi occhi” dissi
“Il mondo non esiste” disse, dalla sua bocca di nera primavera
“Questi fiori come il sangue non appassiranno mai” dissi
“L’amore è un campo assolato dove due fiori rossi come il sangue ondeggiano leggeri, agitati da un vento che è musica” disse
“Questi fiori come il sangue non appassiranno mai” dissi
“Ogni notte cade e svanisce, ogni giorno cade e svanisce, ogni fiore sfiorisce” disse
“La musica non finirà mai, e ci sarà sempre un suono, sempre un suono” dissi
“Ogni attimo è fatto per non essere fermato, ogni attimo è fatto per passare e non essere più, non essere più, questo è il modo in cui ogni sogno finisce” disse
“Ogni sorriso è fatto per non essere dimenticato, ogni sorriso è un sogno annunciato”
“I tuoi occhi sono per la luce e i colori, i tuoi occhi non saranno sempre per me” disse
“ Questo è il modo in cui io vedo la luce, questo è ciò che chiamo colore, questa sei tu” dissi
“La pioggia che cade rabbiosa, oppure la pioggia che cade gentile, o la neve e la sua danza muta, questo è il modo, questo è il modo in cui l’amore svanisce”
“L’amore è un campo assolato dove due fiori rossi come il sangue ondeggiano agitati da un vento che è musica, e io sarò la pioggia” dissi ”io sarò il tuo nutrimento”
“Io sono una foglia, tu sei un fiore” disse allontanandosi, disse svanendo, caduca.
“Io sono la terra che ti raccoglierà, il vento che ti porterà lontano, io sono il suono che resterà, la memoria delle cose perdute” dissi
“Questo è un modo in cui l’amore finisce” disse
“Questa notte è nei tuoi occhi, questo giorno è nei tuoi occhi, tutto si svela attraverso di te”
“Questa notte non esiste” disse, e la sua voce era un suono lontano.
“Esiste la luce, ed esiste il colore, ed esiste un campo assolato dove due fiori rossi come il sangue, bagnati di sangue, ondeggiano, leggeri, scossi dalla musica, questo è ciò che pronunciasti, questo è il modo in cui l’amore esiste” dissi, ormai solo, al silenzio in ascolto, alla notte in preghiera.
La nera primavera si stropicciò gli occhi con una mano di rose, sbadigliò, dispersa nel tempo che non esiste, la nera primavera divenne due labbra, divenne una bocca, divenne un suono:
“Il mondo non esiste”

La pioggia che cade rabbiosa, oppure la pioggia che cade gentile, o la neve e la sua danza muta, questo, questo è il modo in cui tutto finisce.


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Ultimo aggiornamento: febbraio 2001
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