Preghiera di un mercante di stoffe d’oro

 

Prima  voce

Senti come improvvisa questa giornata?
Senti come scivola di dosso il tempo?
Ed io? Ed io?

Sono un vecchio mercante, vendo nel tempio di Timur
Stoffe d’oro. Mi guardo intorno, vedo la folla,
Vedo il sole del deserto che arriva fin qui
Sono un mercante…

Ho forse paura di Dio?
Nella trama di una stoffa vedo la mia vita
Che rincorre i sogni di quand’ero bambino…
Ero bambino…

Pietra su pietra ricordo ogni ricamo, l’ordito
Di quelle giornate come pesi sull’anima,
Ho l’orrore di me stesso,
Una vita che non mi appartiene:
Ero un bambino, sono un mercante…

Dio Padre, perché hai illuminato i miei pensieri oggi?
Col sole del deserto che mi dipinge rughe sul volto
Non so più vivere questo inganno,
E il tuo amore non lo riconosco. Ed io? Ed io?
 

Coro

Sperduti nel deserto di questo mondo
Imploriamo che la sete cessi
E che la fame non ci trasformi in serpi contro serpi
Spine di rovo l’uno con l’altro!


 
 
 
 

No! No! Io non chiedo l’eternità!
La conoscenza che brucia l’anima!
Sono solo un mercante e vendo stoffe d’oro!
Perché, Signore Padre, oggi mi tormenti?

Sento dentro di me i ricordi che risalgono
Come fossi un pozzo che vomita sabbia
L’arsura di una vita che mi lacera le budella!

Perché, Dio Padre, non mi risparmi?
Io sono solo carne frantumata dal tempo
Cerco un po’ di nettare e miele
Per levigare le mie ferite…
 

Seconda voce

Siamo solo morti!
Tu non sei un mercante di Dio
Sei solo un grumo di stracci raccolto dall’immondezza
Le tue preghiere insozzano il cielo come bestemmie!

Tu credi, tu preghi, ma affondi in ogni momento
Verso quell’inferno di discordia
Che hai dentro, che ti spezza l’anima!
 

Prima voce

Da tempo non tremo più quando il fulmine
Divide il cielo in bene e male,
Il fuoco dall’acqua…

Non temo l’uragano di sabbia che brucia il respiro,
Ho alzato lo sguardo al cielo e ho soffiato via le nubi!
Non ho paura di Dio! E l’amo!
Ed Io? Ed io?

Non ho più misericordia della mia vita,
Ho lacerato paure e orgoglio,
Ho immolato la mia vita alla vita!
Sono solo un  mercante…
 
 

Coro

La fame! La sete!
Quando le tenebre ci assaliranno
Non moriremo ma lasceremo scorrere
 il sangue nel sangue!


 

Ho svuotato i sepolcri della memoria,
Ho acceso l’olio e l’incenso ogni giorno consacrato
Ho combattuto i nemici della fede…
E adesso rimango solo?

Disperato a cercare nei fili delle mie stoffe
Quello che mi conduca lontano dal Minotauro!
Un filo a cui legarmi come a una speranza!
E adesso? Rimango solo?

Oh, Dio Padre! Vorrei invocarti
Aprendo ogni sepolcro di tristezza!
Spargere il sale della fecondità sui tuoi altari
Ma sento solo che il tempo mi martella le ossa…

Io, che mai ho mancato al dovere!
Mai ho tradito i miei pensieri,
Oggi mi sento l’ultimo degli schiavi
Il peggiore dei furfanti…

Vedi come gli occhi miei lacrimano!
Come le mie mani tremano!
Il mio fiato si spezza…
Ed io? Ed io?
 

Seconda voce

Le tue paure sono solo dentro di te!
E continui ad alimentare orgogli -tu misero-
Senti inutili i tuoi sensi, le tue membra…
Non hai più sangue nelle vene…

Pensi di essere un mercante,
Rimpiangi il tuo spirito bambino
Ma sei solo vigliaccheria!
E allora: ridi! Sfida il cielo! Solo questo  ti rimane da fare!
 

Prima voce

No! La pazzia non può impossessarsi di me stesso!
Quanto orgoglio dovrò ancora sacrificare?
Quanta pena dovrò lasciare scorrere
Prima di udire il canto delle sfere celesti?

Non ti sfiderò, Dio Padre, non distruggerò
Le lampade e i tuoi onori!
Rimarrò qui ad aspettare il mio ultimo cliente…

Accetterò questo mio destino: la tua volontà…
Sfidando solo me stesso, la mia umiltà,
Mantenendo lo sguardo fermo...
 

Coro

La notte svuota i suoi calici:
Quando le tenebre ci assaliranno
Non moriremo ma lasceremo scorrere
 Il sangue nel sangue!


 
 
 
 

Sono solo un mercante…e le tue prove,
Dio Padre, sono troppo ardue per la mia mente
Sono ignorante e sperduto, conosco solo le stoffe,
Le pietre e la sabbia del deserto…

Sono solo un vecchio mercante, stanco,
Un vecchio mercante che vorrebbe
Ritirarsi nella sua tenda e lasciare le stoffe, la folla,
Il disordine che avvolge il tempio…

Sono solo un vecchio mercante…leggo le Scritture,
Prego e venero le tue immagini, Dio Padre, ma ho tanto bisogno
Di una vita che non mi abbandoni quando la cerco…

Sono un mercante, vendo nel tempio di Timur stoffe d’oro.
Senti come improvvisa questa giornata?
Senti come scivola di dosso il tempo?
Ed io? Ed io?

Ti affido il mio Spirito, Dio  Padre,
Raccoglilo e spargilo nel vento del mio deserto…
Io ti seguirò: continuerò ad amarti.
Così sia.
 
 

Coro

Sperduti nel deserto di questo mondo
Imploriamo che la sete cessi
E che la fame non ci trasformi in serpi contro serpi
Spine di rovo l’uno con l’altro!


Canto di un assassino nel deserto



 

I Canto

Ho il capo rasato, la cenere sulla fronte
E le cicatrici come tatuaggi sul corpo:
sono un assassino, un ladro, un falso mendicante!

Rinchiuso in queste mura umide di espiazioni
Attendo l’esecuzione, la giornata che sorprenderà
La mia vita per la prima volta onesta.

Sono un assassino: ho preso senza dare,
Ho le macchie sul mio viso degli insulti
Il tempo non le cancellerà: morirò all’alba…
 
 

II Canto

Ma quando le pietre mi colpiranno sul capo
E i chiodi mi legheranno a una croce
Sarò ancora capace di mentire e gridare l’innocenza?

Urlerò la mia pena? Scaraventerò il mio dolore?
Sputerò in faccia ai miei carnefici il sacrificio:
Do me stesso in pasto a mille scorpioni!

Supplicherò e mendicherò una fine veloce,
Giusta e senza compromessi!
Per un giorno sarò solo un protagonista!


 
 
 
 

III Canto

Senza paura: mi incontrerò davvero con la morte
O sarà solo la vendetta degli uomini
A sotterrare la mia esistenza?

Vivrò davvero in eterno? Io, ladro e spergiuro
Con la cenere che mi marchia ad ogni passo
Inconsapevolmente sicuro, deciso e a testa alta.

E la paura? Dov’è la paura! Io sono sempre,
Io vivo ancora! Mi arrendo ai timori
Eppure continuo a pensare al mio cranio senza capelli…
 
 

Il Sacro Collegio

Hai ucciso un mercante di stoffe! Le tue mani sporche di sangue non si congiungeranno più in false  preghiere: Ti condanniamo, in nome di Dio e di ogni essere che sia uomo, a finire i tuoi giorni per mano della legge suprema di questo Sacro Collegio.
 
 

IV Canto

Senti come improvvisa questa giornata?
Senti come scivola di dosso il tempo?
Ed io? Ed io?

All’alba la mia carne si ammuffirà coi vermi
E le mie ossa sbiancheranno al sole del deserto..
Ed io? Ed io?

Chi avrà la pena di chiudere il mio sguardo
Raccoglierà anche la mia ultima lacrima…
Lacrima di dolore o di paura?

V Canto

Ho ucciso un mercante dal cuore secco
Un vecchio ristretto nell’usura dei suoi danari
E il suo sangue ha asciugato la sabbia del deserto…

La sua vita ha bagnato l’arsura del vento caldo:
Sono un assassino vittima dell’assassinato!
Non canto per lui ma brucio incenso per me…

A me la condanna degli uomini giusti
Al vecchio l’assoluzione di un Dio che chiede sacrificio…
Ed io? Ed io? Sono un assassino, un ladro…
 

VI Canto

Respiro ancora questa polvere sporca,
Il tempo mi umilia: recita per me salmi
Ed io? Ed Io? Non so pregare per la mia anima!

Nella notte che avanza indifferente sento i canti
Degli uomini giusti che invocano la pietà di Dio.
Ed io? Ed io? Non so pregare, non so cantare…

Sono già cenere opaca come quella che mi segna la fronte…
La mia preghiera è fatta della vita che ho ancora con me
Un’esistenza rapita dal vento, sepolta nelle dune…


Il Sacro Collegio

O Signore, accogli il nostro amore e fanne ricovero per l’anima dell’ingiusto. Stanotte preghiamo per la sua vita scivolata nei famelici convegni con il signore del male…preghiamo….
 

VII Canto

Il vuoto mi divora! Un tremore rammollisce le carni
Sono già morto? È questo il più grande peccato:
non sapere distinguere la vita dalla morte!

Il bene si separa dal male come la sabbia dalla polvere:
Ed io col cranio rasato e la cenere sulla fronte
Aspetto l’alba che mi porta le risposte.

Senti come improvvisa questa giornata?
Senti come scivola di dosso il tempo?
Ed io? Ed io?
 

Il Sacro Collegio

Nel silenzio di questo nuovo giorno, affidiamo a te, Signore, questa anima. I suoi tormenti su questa terra si concludono oggi, il tuo disegno è compiuto.
Pietà e misericordia…


Lamentazioni  di  un  sacerdote  del  Tempio



 
 

I
Due corpi distesi davanti a me, un’intera giornata
da trascorrere in preghiera.
Due corpi senza vita che mi accompagnano muti…

L’assassinato e il suo carnefice giacciono vicini,
Distesi nello stesso torpore, nella stessa immobilità,
Carne corrotta che verrà ricoperta di vermi e terra…
 

II
Un vecchio mercante e il suo assassino,
Fianco a fianco, con la disperazione negli occhi
E le membra contratte…

Io qua, io solo vivo, io col conforto delle preghiere
Accompagno queste loro ultime ore
Io, sacerdote del Tempio, custode di due corpi…

Signore, Signore, lasciami vivere anche quando la morte mi vince!
Quando il silenzio mi contagia!
Quando la Paura dei nostri padri raggiunge anche me!
 

III
Ma preghiere non trovo in me…sono muto e osservo
Due corpi senza vita…vuoto di preghiere
Per questi sventurati, per questi derelitti svuotati dell’essenza…

Sono pieno di silenzio, i fantasmi di mille eserciti
Si agitano in  me, sento il tempo che scorre
E vedo l’impotenza delle mie preghiere…

IV
No, no! Signore! Io non cerco risposte!
Io devo solo pregare! E’ questo il mio compito!
Invece resto qui a guardare questi poveri corpi…

Testimone della Pietà! Custode di anime in pena…
E la mia? E la mia? Chi prega per l’anima mia?
Sono anch’io disteso accanto a loro…
 


La mia anima annega! Sono solo un mercenario senza una ragione, vivo come una locusta, non merito pietà!


V
I miei peccati sono come i loro…ma io vivo…
Io posso pregare per loro, anche se non so perché…
Oh quanta pena, Signore!

Fuori c’è il deserto…fuori c’è il sepolcro
Che attende il corpo del giusto…
Il suo assassino sarà solo carogna dispersa…
 

VI
Ed io? Ed io? Signore, io prego per entrambi,
Seguo la tua legge o quella degli uomini?
Seguo la legge del mio silenzio…

Dovrai punirmi, Signore, io non sono capace
Di compiere al dovere, pregare per loro!
Io sono muto, sento la morte che mi divora…
 
 

Dove sono i tuoi sigilli? Il tuo impero è un deserto che sconfina! Un deserto arroventato:
le piaghe  mi consumano dentro!


VII
Una morte che mi contagia! La morte che mi risucchia
Verso due morti che dovrei benedire,
accompagnare al loro ultimo giorno…

Ed io? Ed io? Lacera l’anima mia! Scaraventami
Nel sepolcro più nero, senza balsami, senza profumi!
Io non credo!  Io non prego! Ho solo pena…

VIII
Ho la tonsura sul mio capo…ma vorrei il cranio
Senza capelli, la cenere sulla fronte
E la cicatrice del coltello sul petto! Io sono un carnefice!

Anche io merito la morte, Signore!
Anch’io devo scontare i miei peccati!
E non so più se appartengo ai vivi o ai morti!
 
 

Non sento il tuo sdegno! Non vedo la tua Ira…io attendo le tue sventure, sono in ginocchio e tremo alla mia superbia…e tu taci…dov’è la tua collera?


 


IX

Non ho più misericordia della mia vita,
Ho lacerato paure e orgoglio,
Ho immolato la mia vita alla vita!

Ed io? Ed io? Signore, io prego per entrambi,
Seguo la tua legge o quella degli uomini?
Seguo la legge del mio silenzio…

X
Le mie lacrime non ti suscitano pietà?
Oh, quanto desiderio di sdraiarmi accanto ai miei compagni!
Quanta pena ho per l’anima mia che si perde…

Senti come improvvisa questa giornata?
Senti come scivola di dosso il tempo?
Ed io? Ed io?
 
 

È questo il più grande peccato: non sapere distinguere la vita dalla morte!
E Il bene si separa dal male come la sabbia dalla polvere…


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