ALLA MIA MASSIMA BELLEZZA

di Alessandro Ansuini
ilpoeta_it@yahoo.it


Io troverò il modo farti sorridere /
Qualunque cosa accada /
Io inventerò un modo per farti /
Sorridere.

Osservare un ombra tagliarti la perfezione del viso, proprio nel modo in cui le prime ombre della sera uccidono ogni ricordo del mattino.

Dove siamo diretti con le nostre barchette a remi / il mare è così impetuoso e così vasto e incomprensibile così / simile al deserto /  tutti soli con le nostre barchette a remi / nemmeno qualcuno a cui poter chiedere come si attraversa / tutto questo mare divoratore / e dov’è la terra ferma / mi sembra di essere sempre stato con questa barchetta, da sempre / bisogna scegliere una direzione / nessuno ce lo insegna e il cielo è coperto e non si vede / una stella / una singola stella / il cielo è coperto e non vedo nessuno / dove mai saremo diretti con le nostre / barchette a remi / ognuno parte di questo enorme spettro di indifferenza / che lentamente / accuratamente / ci divora…..

…..Tutto questo mondo che esiste solo nei tuoi occhi, ansiosi di assumerlo, e nei miei che hai inventato……

E se dovessi confessare direi che siamo entrambi come la verità, curvi, come il cielo, o come due lettere dell’alfabeto: come delle C.
Curvi e incompleti.
Soltanto insieme, soltanto vicini, i nostri corpi e le nostre menti possono azzardare alla perfezione, uniti, come davanti ad uno specchio, a formare una O in cui tutto confluisce e da cui niente può uscire, poiché tutto il mondo ruota nel circolo dei nostri sentimenti, poiché tu sei la mia parte mancante, e niente di umano ha mai osato turbare la perfezione di un cerchio.

L’amore può essere sorpassato, ma bisogna essere come bambini.
Si accede in un posto tranquillo, un luogo, per così dire, che è un luogo, ma in movimento, privo di materia, inattaccabile, dove i nostri pensieri si attorcigliano senza parole e senza gesti sul tetto del paradiso, simili a risate di angeli bambini.

Ora stai dormendo.
L’assedio a cui sei sottoposta quotidianamente riposa, appallottolato fuori dalla porta come un gatto, innocuo.
Sfogliando i petali di una margherita essenziale mi sono trovato a dover scartare tutto, petalo dopo petalo, crollo dopo crollo.
Sono arrivato alla fine della margherita, e rimangono solamente due petali.
La pazzia, e te.
Ma ancora non sono riuscito a distinguervi, e dunque attendo con questo fiore strabico in mano, fissandoti, in salvo, mia massima bellezza, oltre l’inondazione.

I tuoi occhi sono chiusi, e il mondo non esiste, mentre ti osservo dormire, e proprio come ognuno sussurra ti amo, io troverò il modo per farti sorridere.


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Ultimo aggiornamento: febbraio 2001
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