di Lucilla Celso
luandre@libero.it
Presto arriver? presto quel treno.
Lo aspetto con impazienza.
Amo la stazione, la sua atmosfera.
Il cumulo di umanit? che ci passa. L’abbraccio, l’addio, la gioia del ritrovarsi, gli amanti che si lasciano gli innamorati che si ritrovano.
Tutto passa attraverso queste mura che ne avrebbero di storie da raccontare...
ed io sono qui, parte di questa umanit?, parte di queste emozioni ad aspettare un amico virtuale.
Un amore mai conosciuto, se non tra le righe di uno schermo.
Due anime che si sono denudate attraverso la scrittura.
Pagine e pagine di noi stessi.
Quanto sar? possibile questo amore. É nato da solo, non ci conosciamo veramente.
Quanto potr? durare il nostro entusiasmo nella convivenza?
Un passo alla volta vado troppo in fretta.
I miei stessi pensieri corrono troppo, troppo lontano.
Il rumore stridulo del treno in arrivo mi sconvolge.
Il momento si avvicina.
Non sapevamo come fare a riconoscerci, le nostre foto potevano ingannarci.
Avevamo parlato molto di questo particolare, una rosa ci era sembrata banale, il giornale sotto il braccio scontato.
Non riuscivamo a risolvere il quesito,
cos? abbiamo pensato vederci sotto il cartellone degli arrivi.
Ho barato sono qui sul binario
ad aspettarlo sperando di riconoscerlo tra i passanti.
Potrei fermarlo, oppure lasciarlo andare.
Dopo tutte le parole che ci siamo detti.
La paura della delusione e’ terribile, spaventosa, devastante.
Ogni speranza ogni sogno sono state riposte in questa persona.
Il nostro scrivere ci ha preso la mano e abbiamo riversato troppo di noi stessi in questo contenitore.
Eccolo!
Eccolo, e’ lui.
Il mio cuore batte impazzito, mi sembra che stia per scoppiare.
Eccolo.
I nostri sguardi si incontrano e trovano tutto quello che cercano.
Rimaniamo cos? immobilizzati tra la folla che ci scorre accanto.
Le nostre mani si cercano, in un contatto a lungo desiderato.
Mi sembra di vivere al rallentatore.
Viviamo l’incontro dei nostri esseri, delle nostre vite, in mondo che ci rende soli, affamati d’amore e di comprensione.
Una forza invisibile ci trascina, ci guida l’uno verso l’altro.
E’ tutto quello che siamo che volevamo essere l’uno per l’altro.
I nostri corpi fremono, e si ritrovano, ci stringiamo come due amanti che si ritrovano.
Uniti indissolubili, felici, per l’amore trovato, questo e’ bastato, guardarci, sentirci vicini, essere la parte mancante e ritrovare ci? che mancava di noi stessi.
Un solo unico incontro devastante sorprendente che ha segnato l’inizio delle nostre vite.
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