"In ogni uomo mille anime differenti:
"Il lupo nella steppa": Herman Hesse"

di Viviana Noce
v.noce@tiscalinet.it

"Io, lupo nella steppa trotto solo
solo, nel mondo oramai di neve bianco...
Dalla betulla scende un cervo stanco,
ma non vedo una lepre, un capriolo!
Oh come voglio bene ai miei caprioli!
Poterne trovar uno, bella cosa!
Vi affonderei la mia bocca bramosa:
non v'è nulla che tanto mi consoli.
E con amor, con affezion sincera,
delle tenere carni farei strazio,
finchè di sangue veramente sazio
a urlare andrei dentro la notte nera.
Anche una lepre basterebbe, via!
Dolce ha la carne pel mio gusto bruto...
Possibile che tutto abbia perduto
Quel che abbelliva un dì la vita mia?
E' grigio ormai della mia coda il pelo,
e già la vita mi s'annebbia e oscura,
sono anni che mia moglie è in sepoltura,
e una lepre, un capriolo anelo.
Vado a caccia di lepri, trotto e sogno
all'invernale sibilo del vento,
e ingozzo neve, neve, finchè ho spento
la mia sete, e do l'anima al demonio."

Così ha inizio il libro, così reale, da sembrare tragico nella sua compatta semplicità, nella ricerca di quell' "io" tormentato, che se già costituisce spesso un'ideale punto di frattura tra la nostra anima ed il mondo reale, quasi qui ci viene sbattuto in faccia, sbriciolato in mille pezzi, per mostrarci che l'uomo è talmente complicato da non poter essere possibile capirlo.
Ci porta in un mondo con cui tutti ci siamo trovati a che fare, un giorno o l'altro, cozzando contro un mondo fatto di paure, sottili ed infrangibili vetri di speranze vane, deve cadi dal paradiso all'inferno senza neanche accorgertene. Nell'apparente sicurezza di ogni individuo, si nascondono tante malcelate paure, di un mondo che è totalmente estraneo all'uomo, pur vivendoci giorno dopo giorno, e che sortisce insidie continue per chi, scudiero indifeso dei propri ideali, si trincera dietro false credenze, pur di non ammettere i propri errori, i propri sbagli, pur di non mettere a nudo quell'orgoglio ferito, che non fa mai veder al di là del proprio punto di vista.
Ogni giorno bisogna combattere, bisogna imparare ad accettare benevolmente l'istinto che ci suggerisce di farci partecipi di una situazione, anche quando ci troviamo fuori posto: dobbiamo imparare a metterci alla prova, per capire se siamo realmente all'altezza di ogni situazione.
Solo così ci sentiremo veramente padroni di noi stessi, della nostra personalità e potremmo confrontarci con glia altri, imparando, umilmente a capire che fuori, c'è sempre qualcuno migliore di noi.
 



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Pagina pubblicata il 15. 04. 2000
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