SOLDATO DI VENTURA
(di mercenari e argonauti)

di  Nicola  Salerno
nicsal@tin.it

Gli occhi d’Europa sulla città di Barletta
E il cantastorie già la rima dispone
Per soddisfare la piazza che aspetta
La spada e la schiatta sconfitte dal bastone

E già comincia la sua canzone
Uomini e donne trasporta in riva al mare
Il giorno destinato alla tenzone
Ché sulla sabbia si fa conto delle frasi amare

Uomini contro uomini storie contro storie
Profili contro un’alba negli occhi di un bambino
Ognuno dietro al suo tipo di vittorie
Lo stendardo il soldo l’anima in un bicchiere di vino

Parole e personaggi come salsedine d’agosto
Campagnoli e girovaghi per l’epopea o un sorriso
Lo spadone arrugginito col sapore dell’arrosto
Destriero ogni ronzino zio prete il Paradiso

Si incrociano le alabarde è gara a chi è più fermo
Scintille e conchiglie tra le piume dei gabbiani
Nella sala brezza e sogni perforano lo schermo
Da lontano incredula la cattedrale di Trani

Recitano alla perfezione come col vestito buono
Per qualche istante riscrivono la Storia
Delle campane già assaporano il sono
Che forza quando scegli il colore della Gloria!

Il nome di una donna l’elmo da regalare al figlio
Divise e Stati non pagano altrettanta soddisfazione
Anche i più innocui si sforzano col cipiglio
Il Tavoliere è un brivido per la vittoriosa tenzone

E ridono al sole sulla spiaggia di Barletta
Magli scudi corazze testimoni d’eccezione
Il dì che la marina vide leoni e grifi scappare di fretta
La maschera beffarda strappata alla Perfezione
Il menestrello già rimena la civile processione
Ad uno ad uno i nomi dei campioni cittadini
Che in quel giorno miscelarono semplicità e passione
E furono carne ossa sudore di fronte a puliti soldatini

Elogia la scintilla dell’improvvisazione
Che non regge i reami e non sposta Nazioni
Quando dal cielo o dalle viscere arriva ispirazione
Non ci sono misure comandano le emozioni

E di fronte al Municipio con la fontana
Vecchi e bambini mai platea così assortita
Il cantastorie saluta con una formula strana
Nata quasi come un gioco lunga memoria a questa partita

Verrà giureconsulto da Terra fors’anche più ardita
Quella Siena sempre fiera né coll’Impero né col Papato
Senza calcoli né pesi sul piatto della vita
A scrivere col diritto commento suggellato

Nella bisaccia ironica combinazione del Destino
Le idee più belle spesso nascono che nessuno se l’aspetta
Applaudite questa gente scarpe grosse e cervello fino
Guardate che splendido dorato nembo nei cieli di Barletta



 
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Ultimo aggiornamento: febbraio 2001
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