Nei
regimi totalitari –nazismo, comunismo, fascismo- sappiamo bene quanto la
cultura fosse asservita e nessuno spazio fu concesso agli artisti disorganici
al regime. Dalla Germania di Hitler scienziati e intellettuali ripararono
in America, in Italia ci fu qualche nicchia o piccola fronda consentita.
Ma la brevità della loro durata temporale impedì il sorgere
di una cultura sotterranea di contrapposizione. Nell’URSS invece, con la
fine della ‘guerra fredda’ e l’avvento della ‘distensione’ tra i due blocchi
egemoni del mondo; si formò la cultura clandestina del dissenso
che ebbe nel ‘samizdat’(dal russo "edizione in proprio") la sua forma peculiare
di pubblicazione dattiloscritta fatta circolare e riprodotta nella società
sovietica mano e mano alla maniera delle catene di Sant’Antonio. Il materiale
pubblicato (narrativa, poesia, giornali, opere storiche, saggistiche e
religiose) circolava senza alcun riscontro economico agli autori i quali,
per non correre rischi, non firmavano neppure o usavano pseudonimi per
cui da essi neppure traevano notorietà. Era nata una contro cultura
non ufficiale per dare voce a chi stava fuori dal coro.
Ebbene, non paia azzardato, ma
mi permetto un parallelismo italiano tra quel periodo di fine secolo ‘900
e questo inizio 2000. Certo, oggi non c’entrano ideologia e politica. La
questione è puramente commerciale ed economica, ma la sostanza è
la stessa. Chi non si piega alla forca caudina della pedissequa omologazione
al sinedrio della ufficialità estetico-editoriale dominante il mercato
non ha ne’ spazio ne’ speranza alcuna non solo di emergere, quanto meno
di farsi conoscere e pubblicare. Voglio dire che un autore non integrato
nel sistema editoriale che domina il mercato si trova nella medesima condizione
di ostracismo degli scrittori del dissenso in URSS. Risultato che neppure
Tommasi di Lampedusa ebbe la soddisfazione di vedere pubblicato il suo
capolavoro in vita. E se Giorgio Bassani non lo ‘scopriva’ Il Gattopardo
non vedeva la luce andando perso nei depositi di Einaudi.
Fino ad oggi la situazione era
questa ma oggi, con l’avvento di internet è cambiata. L’editoria
web è aperta, accessibile, veramente democratica. Non selettiva
e discriminante; discrezionale a chi tiene nelle mani i rubinetti apri-chiudi
degli scrittori. Siamo ancora agli albori del fenomeno, tipo il Far West
per le terre di conquista da parte dei coloni, o la liberalizzazione dell'etere
dopo la legge del 1976. La rete è libera e disponibile. Il primo
che arriva pianta i propri paletti ‘www’ e crea il sito letterario come
ieri nascevano i ranch o la stazione radio. Senza spendere una lira diviene
editore. Domani forse seguiranno leggi e regolamenti; oggi è così.
Massima libertà, iniziativa, apertura, verso tutti gli autori
che scelgono internet per mettere le loro opere 'on line'. Qualsiasi giovane
che conosca il linguaggio FTP, che sappia costruire un sito; trova nei
‘portali’ a disposizione lo spazio gratuito: Il 'portale' vive sulle visite
dei navigatori e tutto ciò che le animi viene a fagiolo, è
regalato.
Così i siti letterari nascono
come funghi. L'ANEE -www.anee.it- può tratteggiare un
quadro italiano di editoria on line. Magari privilegiando le case maggiori,
tradizionali, che trasferiscono strumentalmente in internet la promozione
della carta stampata. Ma non è questa la rivoluzione. Anzi ciò
è lo specchio di chi cerca sopravvivere cambiando i mezzi ma lasciando
intatto lo strumento. Il sito tipico di codesto asservimento del
linguaggio elettronico all’editoria cartacea, oltre alla libreria di vendita
informatica, è il salotto letterario, il caffè culturale.
Ce ne sono molti e sono impermeabili e chiusi ai nuovi autori quanto Mondatori
fuori dalla rete. Il più noto di questi club esclusivi, gestito
tutto da femmine, si chiama Alice e recensisce solo libri usciti nelle
librerie a puro complemento propagandistico degli editori cartacei. La
vera novità 'on line' non è Alice; sono i giovani informatici,
spesso ancora universitari, alla conquista di siti letterari, club di autori,
pagine letterarie aperte a tutti, che lasciano il lettore decidere sulla
validità di una opera, non l’imposizione arrogante del critico.
Il futuro letterario italiano sarà nelle iniziative spontanee di
questa gioventù intellettuale in vena di poetare o di entrare nel
mestiere di editore escluso sino a ieri per ragioni economiche.
E’ vero che in passato una miriade
di piccole case editrici sono nate ed hanno costellato l’Italia di iniziative,
premi e concorsi. Ma per sopravvivere ai costi, talvolta anche per scopo
speculativo, chiedono soldi agli autori, cifre anche notevoli, per pubblicare
libri che poi neppure venivano diffusi e lasciavano il tempo che trovavano.
Internet non è così, tutti possono leggere, scaricare sul
floppy. “Diventare una firma del web” è la nuova ambizione. Anche
per giornalisti affermati e noti come Barbara Palombelli che autogestisce
la sua piazza virtuale e Gianni Riotta che cura in internet una rubrica
come Montanelli sul Corriere della Sera. O coloro che compiono scorribande
nei due terreni della stampa e digitale come Carmen Covito, autrice de
‘La bruttina stagionata’ (per lei “… è ovvio e scontato che
il computer e il libro non soltanto non siano rivali, ma possono addirittura
essere complici”). Oppure chi si affida interamente alla rete come Chiara
Baldini che cura la terza pagina (web) letteraria di www.calypso.it -.
Mentre le grandi catene giornalistiche editoriali promuovono i loro siti
a suon di spot televisivi miliardari, i pionieri dell’editoria on line
‘fai da te’ usano il passa parola e-mail facendosi conoscere con modica
spesa (e sbagliano coloro che confondono lo spamming con queste pure informazioni
del sito personale). Con internet un autore nuovo (o ancora ignoto) esordisce,
pubblica, si reclamizza senza pagare milioni. Può rompere il muro
di gomma che lo circondava col rifiuto sistematico della ‘opera prima’
neppure letta. Se l’editoria stampata era matrigna, internet è mamma.
Donando spazio libero e disponibile realizza la democrazia delle idee e
degli stili affidandola al criterio dei lettori navigatori. Oggi ancora
limitati ma domani la generalità ed allora anche internet sarà
mercato e permetterà di guadagnare alle ‘firme web’ come già
avviene negli USA). Ecco la vera libertà di espressione, non quella
ufficiale accademica decantata a parole e conculcata nella pratica. Per
questo motivo, come è già nella musica rock, anche in campo
letterario internet avrà un grande futuro.
Se il settore narrativo cartaceo
pretende di piegare il gusto dei lettori a quello dei critici letterari;
nella narrativa on line la ‘koynè’ è quella vicina al favore
della gente. Non vuole solo soddisfare le masturbazioni estetizzanti della
cerchia ristretta del sinedrio. Cito un mio caso che mi pare paradigmatico.
Il racconto-verità titolato ‘L’assassinio
di Guido Rossa’ -rifiutato da tutti i giornali di destra e di sinistra
nonostante faccia chiarezza su un tragico episodio della nostra recente
storia nazionale- ha trovato ospitalità in internet per merito del
web editor Nicola Vassallo. Prima languiva oscurato nel mio cassetto e
lo diffondevo alla maniera dei ‘samizdat’ in forma estremamente limitata
e senza avere di esso nessun riscontro. Voglio dire che con i ‘grandi’
sistemi editoriali non si può pubblicare nulla che il loro potere
non conceda. E’ internet che non discrimina. E poi per leggere un libro
cartaceo si deve essere intellettuali. Eppure il romanzo scritto è
come un il film, una narrazione espressa con linguaggio diverso. Allora
perché quello deve essere astruso e l’altro accessibile? Perché
la popolarità si contrappone al valore (vedi ‘Va dove ti porta il
cuore’ della Tamaro). Economicamente questo consumo di elite rende
negativo e difficile il mercato editoriale al contrario di internet che
lascerà fruire libri al costo del solo collegamento. E solo la limitata
diffusione del computer, oggi, limita l'efficacia concorrenziale di questo
a quello. Un periodo destinato a finire, essendo la battaglia e' appena
cominciata!
PCOPEN n° 41 –luglio ’99– nel
servizio dal titolo “Compereremo e leggeremo libri via computer?” resta
più nelle ragioni dell’editoria tradizionali che non di quella dei
web writing. Dopo pochi mesi, credo, Andrea Becca già riserverebbe
maggiore attenzione al libro informatico, quello cioè che nasce
e vive in e via internet. Certo codesto processo sostitutivo non sarà
drastico. Per molto tempo ancora Internet sarà da libreria dei grandi
editori (vedi Amazon). Non tanto facilmente i tradizionalisti rinunceranno
al piacere di carezzare la copertina del ‘loro’ libro prima di riporli
nella ‘loro’ biblioteca. Ma la trasformazione ormai e’ in cammino.
Quando i nuovi web editor in fase di decollo saranno affermati e
dominanti, il libro elettronico avrò vinto. Nei lettori e nella
società succederà quanto avvenne con gli schedari dentro
le aziende dopo l’avvento del computer: spariti completamente! La nuova
tecnica di lettura si imporrà anche se il libro stampato continuerà
ad essere amato e venduto in libreria e via internet, ma soprattutto collezionato
quale reperto o incunabolo di modernariato.
Umberto Eco ha messo in dubbio
la possibilità che il commercio elettronico possa affermarsi in
Italia per l’inefficienza delle nostre Poste. E’ un giudizio che denota
un persistente attaccamento al tomo stampato acquistato modernamente attraverso
gli ordini via e-mail. Il pacco che arriva a casa. Il nuovo non è
questo! Il nuovo sarà nel consumo attraverso i libri scaricati sul
‘palmare’, e letti con calma e comodità su di esso fuori dal collegamento
internet. Il nuovo sarà la biblioteca digitale che supera i costi
esorbitanti dell’inchiostro per stampanti che impedisce stamparsi direttamente
un volume.
Il matrimonio tra libro e ‘palmare’
(inteso non come agenda elettronica ma come sistema operativo sviluppato
apposta per scaricare i libri dal computer) è agli albori. Tuttavia
il suo cammino diventerà ben presto prorompente. Intanto già
oggi per evitare gli alti costi della stampa si può salvare su floppy
un libro e leggerlo nel monitor con calma dopo disconnessi. Inoltre, sul
floppy, i testi divengono un ottimo strumento per giornalisti e studenti
che devono estrapolare pagine, annotare commenti, creare ipertesti, saggi
o presentazioni multimediali. Nell’attesa del ‘palmare’, il nuovo è
già qui.
La Redazione di Libri Dai Ricordi invita il lettore a leggere anche "IL SAMIZDAT E LA LETTERATURA SOTTERRANEA" dello stesso autore.
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