Rumorosi al vento i
rami spogli di alberi stanchi del freddo invernale, lasciano cadere intorno
a loro una esile nuvola di fini cristalli di ghiaccio, formatisi durante
la notte.
I raggi di questo pallido sole
mattutino ne attraversano l’aleatoria trama regalando colori e sfumature
irreali, rompendo così la monotonia di queste lande desolate coperte
da neve e ghiaccio.
Solo qua e là qualche sparuto
bosco traccia un segno nel vuoto siderale restituendo profondità
al paesaggio.
Ho vissuto troppo tempo in questo
luogo perché il mio sguardo si rattristi a tale vista infondo sento
di volergli bene, anche se per lui io sono indifferente, qui ho sempre
trovato rifugio e i Cani Neri mi temono, non si possono nutrire delle mie
carni, da troppo tempo ci conosciamo e fedeli al patto attendono il loro
momento.
Il pensiero di saperti sola a vagare
per queste perse vie non mi da pace, conosco il tuo orgoglio ma qui non
basta, sei sola e i Cani Neri sono infidi e aspettano che tu sia stanca
e demotivata per assalirti.
Non ti vedo ma so che sei la, se
socchiudo gli occhi per un momento nella mia mente ti materializzi, osservo
mentre volti il tuo espressivo muso curvando la schiena per scorgere dietro
di te possibili inseguitori.
Ma non permetterò che tale
timore diventi per te ragione di inesauribile sconforto.
Devo correre più veloce,
saltare con decisione le ceppaie di alberi oramai morti, sfiorare i tronchi
di quelli addormentati per non perdere velocità, scansare le croci
marce e tarlate, non devo pensare alla fatica , ti devo raggiungere.
Sento formicolare il cuore e gelare
il sangue non per la paura ma per il batticuore che s’impadronirà
di me quando mi vedrai coprirti e difenderti dai Cani Neri.
“ Eccoli i Maledetti ! “
Ti hanno costretta a indietreggiare
fino alla verticale parete della montagna, ti hanno circondata e non hai
via di fuga, mi soffermo prima di intervenire e stregato rimango incantato
ad osservare il tuo silvestre splendore lo sguardo proteso in avanti, le
orecchie indietro, e tutti i denti fuori, bianchi come l’avorio, i tuoi
occhi, due diamanti
dove trovano posto tutte le gradazioni
che richiamano lo splendore freddo, atavico che solo un lupo può
evocare nelle notti di luna piena, ove la luce riflessa si impadronisce
del suo coraggio diffondendolo e incutendo rispetto anche nei momenti più
importanti della vita.
Non è da te chinarti di
fronte al nemico, ma nel tuo corpo si è annidata la paura che mi
da la forza di attaccare senza pietà, infliggendo la morte, sono
bastati pochi colpi e tutto intorno rimangono sparsi disordinatamente spoglie
senza vita, mentre il loro sangue senza colore imbratta una neve stanca
di tanta violenza, ma il suo ruolo è proprio quello di lavare l’anima
dal male.
Ora esausto e ferito cado ai tuoi
piedi sprofondando nella neve, il mio corpo si muove ad ogni battito del
cuore, mentre guardo i tuoi occhi splendere di vita, la tua felicità
è la mia ricompensa, non so perché faccio questo, ma il richiamo
è troppo forte perché io possa sottrarmi.
Il tuo aspetto da una chiave completa
del tuo essere, ed io ne raccolgo l’essenza come l’ape richiamata dai variegati
colori e intensi profumi dei fiori non bada ai pericoli che la circondano
e impavida segue inevitabilmente il richiamo, fonte e sua unica ragione
di vita.
Tale è questo richiamo per
me.
A tergo c’è qualcosa di
grande che non mi è dato di capire, un’immensa luce attraversa il
mio corpo quando mi degni delle tue attenzioni, ora non aspettarmi lasciami
qui, continua il tuo cammino segui il tuo istinto, lui ti guiderà,
poiché sa cosa cercare sa dove andare, sicuramente lontano da questi
luoghi che non ti appartengono.
Altri sono i luoghi ! io li conosco
ma dove tuttavia sono stato rifiutato.
“ Dunque perché sei qui?”
“ Cosa hai seguito che ti ha condotto
qui?”
Nessuna parola esce dalla tua bocca,
in te regna il silenzio composto e dignitoso di un essere superiore che
cerca rifugio senza chiederlo ma offrendo quello che solo un suo pari può
cogliere.
“ Ora capisco ! ti sei perduta.”
Ho raccolto il tuo indeciso latrato
perché forse avrei potuto rendermi utile, compiere una missione,
aprire finalmente un nuovo e inestimabile capitolo della mia vita.
Denudare la sottile verità
che tiene unite le nostre anime a questi luoghi sperduti e insieme intendere
il motivo della nostra reciproca attrazione, con la sicurezza che di qui
si può uscire più ricchi anche se deboli e stanchi, poiché
il mutuo e reciproco soccorso diventa fusione, amore e amore ancora fino
a travolgerci, a farci perdere la testa solo con lo sguardo d’intesa, senza
aprire bocca e diffondere parole che non riuscirebbero nemmeno lontanamente
a descrivere l’immensità a cui apparteniamo e che ci appartiene,
che ci vuole bene poiché e questo il frutto che va cercando, troppo
spesso calpestato da una stupidità che non ha confini, come questo
luogo apatico dimenticato da Dio.
Ancora disteso e sanguinante alzo
il capo nella tua direzione prendo coraggio, mi alzo e mi avvicino, strofino
il mio naso umido lungo tutto il tuo invitante collo fino a risalire la
fronte, leccandola così che il mio odore entri nella tua mente,
imprimendo il coraggio che vai cercando.
I nostri due nasi si toccano, posso
sentire il tuo caldo, invitante respiro e tu il mio, ora sai chi sono,
sai che di me ti puoi fidare, perché come te amo le piccole cose.
Amo sentirmi accarezzare quando
sto male.
Amo la notte se accanto a me ho
qualcuno da proteggere
Amo i grandi spazi ! Si ! anche
questi per poter correre, saltare, rotolarmi con Te.
Amo il profumo del niente, così
lo posso immaginare
Amo le immense praterie fiorite,
il mare d’erba
Amo l’adrenalina che mi regala
visioni e mi fa entrare nella mia vera natura
Amo tutto ciò che è
uguale e contrario di se stesso
Amo gli alberi i boschi e tutti
gli esseri viventi, poiché mi è fatto dono di prendermi cura
di loro !
Amo il solo pensiero di poterti
far dono della mia vita.
Amo Te, la tenerezza che esprimi!
Amo è accetto il mio ruolo
perché mi fa sentire Speciale
Ed ora fatti coraggio non dimenticare
che sei pur sempre un Lupo riprendi il tuo cammino e ritorna da dove sei
venuta, il tuo branco ti sta cercando e sono in apprensione, io ti seguirò
per assicurami che non ti smarrisca ancora
Di tracce te ne lascerò
finché tu vorrai, nella neve fresca così non ti sarà
difficile trovarle e anche se non ci vedremo o sentiremo tu sarai sempre
certa che io sarò avanti oppure dietro te, così che un tuo
richiamo d’aiuto sarà per me un appuntamento irrinunciabile.
Risalendo il sentiero lungo il
crinale a nord della montagna sacra potrai ammirarne il versante coperto
di alberi, dove trovano posto le antiche Querce la loro immensità
nasconde la vista del plumbeo cielo invernale, non devi aver paura di così
maestosa imponenza poiché sono buone e silenziose, ti offriranno
un sicuro nascondiglio.
Il letto di foglie sotto gli ampi
tronchi, dove la neve non può arrivare sarà un comodo e caldo
giaciglio per la notte e se ti sentirai inquieta allora io mi addormenterò
accanto a te, il mio corpo, la tua coperta a serbarti caldo il cuore per
sognare solo per un eterno istante “ io e te“ le stesse cose.
Potrò osservarti mentre
ti addormenti serena e versare una lacrima di soffocata felicità
che questo vento gelido non oserà congelare, non spetta a lui appropriarsi
di così tanto e profondo amore, giacché anche in luoghi di
tal genere, la natura che dispensa vita o morte non osa varcare i confini
che le sono stati assegnati.
E’ mattino uno scampanellio soave
ci sveglia e il tepore del tenero abbraccio notturno è già
un debole ricordo, prossima alla cima il tuo cuore batte con inesauribile
energia, oltre il versante il sole, il celo blu cobalto, infinite foreste
e praterie sconfinate…….
Qui davanti a noi il ghiaccio fonde
e le gocce d’acqua come lacrime cristalline brillano sui scoscesi prati,
fondendosi l’una all’altra serpeggiando in esili rivoli, elargendo vita
e colore, e carichi di sogni e passioni vissute fino ad allora dimenticate
più a valle trovano esauditi i loro desideri.
Mentre tu oltrepassi questo gelido
confine e ti allontani da me, leggo la tua mente e colgo il tuo pensiero,
sento che mi vuoi al tuo fianco, plachi la festosa euforia, ti fermi e
cerchi con i tuoi occhi i miei.
Io immobile freddato dal tuo sguardo,
fremendo, mordo il freno, e scarto prima da un lato e poi dall’altro senza
mai separarmi dall’ultimo lembo di neve.
Impreco emettendo acuti ululati,
scuotendo la testa, fra me e te ora divisi c’è un muro invisibile,
invalicabile, per un breve istante mi volto indietro e i Cani Neri sono
li fermi ci stanno osservando e con orgoglio rendono omaggio a così
tanto coraggio, poiché in loro non risiede l’umana cattiveria ma
il duro compito di infliggere le pene annidando l’arido seme nelle anime
di coloro che li hanno usati.
Mia dolce compagna tu ora sei al
sicuro, io… io non voglio più combattere, calo il muso verso la
mia terra e socchiudo gli occhi, inequivocabile la mia resa, ma ciò
non è quello che i Cani Neri vanno cercando, si nutrono delle nostre
paure, e io accettando il mio destino ho liberato la mia anima con l'intero
contenuto, quindi perduto l’interesse nei miei confronti non rimane loro
che tornare da dove sono venuti, facendo altresì cadere il muro
che ora ci divide.
“ Scappiamo da qui.” Gridi!
Discendendo lungo i prosperi declivi
erbosi.
Saltando le testarde rocce, sfiorando
le fronde scontrose dei larici
Ripiegando sull’aspro crinale
Scivolando lungo l’addormentato
ghiaione
Mentre la dolce brezza estiva asciuga
le nostre fatiche
E se per un istante ci fermiamo
a prendere fiato, e simultaneamente liberiamo i nostri sensi, ci accorgiamo
che ogni cosa intorno a noi CI AMA IN SILENZIO, che la nostra diversità
li incuriosisce, ammorbidendo le loro coscienze e così consapevoli
ci donano un giovane e vigoroso Pioppo per ridiscendere a lui aggrappati
la corrente tumultuosa di questo torrente, prendendo velocità, senza
mai perdersi con gli occhi, e quando le montagna saranno sparite alla nostra
vista e queste turbolenti acque avranno fatto spazio a quelle quiete e
l’acqua dolce a quella salmastra, raggiungeremo la spiaggia più
vicina per godere, così semplicemente distesi l’uno accanto all’altro
il sole che cade sul mare investendoci dei colori caldi dell’amore.
VIVI COME NON LO SIAMO MAI STATI.
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